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Furia Boko Haram

· Trucidati decine di fedeli in preghiera in una moschea ·

La deriva jihadista crescente del gruppo nigeriano

Sarebbero centocinquanta le vittime provocate da incursioni di terroristi di Boko Haram in villaggi dello Stato nordorientale nigeriano del Borno, non lontano dalle sponde del lago Ciad. Lo indicano testimonianze concordanti, secondo le quali gli assalitori hanno ucciso anche fedeli che pregavano in una moschea. Secondo il quotidiano «Daily Post», gli attacchi sarebbero partiti da basi del gruppo jihadista situate in Ciad. 

Militari nigeriani nel nord est del Paese  (Ap)

Stando alle testimonianze dei sopravvissuti, rilanciate dal giornale, nei pressi del villaggio di Monguno, i miliziani di Boko Haram hanno catturato e ucciso a sangue freddo 48 uomini. Nel vicino villaggio di Kukawa, attaccato al tramonto, i terroristi hanno ucciso un centinaio di persone, in gran parte appunto uomini che pregavano in moschea. Gli assalitori sono entrati anche in alcune case uccidendo bambini e donne impegnate a preparare il pasto, che nel mese del ramadan si consuma dopo il calare del sole. La dinamica dell’attacco, riferita da membri dei gruppi di autodifesa che non sono stati in grado di opporvisi, è stata confermata da un esponente del Governo locale che ha richiesto l’anonimato. Le moschee stanno diventando un obiettivo sempre più frequente di Boko Haram. Il gruppo, dopo anni in cui aveva avuto come obiettivi soprattutto le strutture governative e gli interessi occidentali, si era segnalato poi per le violenze perpetrate contro le comunità cristiane. Il crescente accanimento soprattutto nei confronti dei musulmani confermerebbe ora la deriva jihadista di Boko Haram. Tra l’altro, gli attacchi sembrano essersi intensificati in questo mese di ramadan, con un comportamento simile e parallelo a quello del cosiddetto Stato islamico che opera in Vicino oriente e in Africa settentrionale.

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14 ottobre 2019

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