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Furbizia tecnica
ma molto ispirata

· «Birdman» del regista messicano Alejandro González Iñarritu ·

Riggan Thomson (Michael Keaton) è un attore in declino che ormai viene ricordato soltanto per aver impersonato sullo schermo il supereroe Birdman. Adesso però decide di ridare slancio alla propria carriera cambiando completamente orizzonte, e portando a Broadway un testo tratto da Carver. Fra mille scetticismi, crisi esistenziali, rapporti difficili con moglie e figlia (Amy Ryan e Emma Stone), attori eccentrici e indisciplinati (Edward Norton, Naomi Watts), Riggan riuscirà nell’impresa, ma in modo del tutto imprevedibile e personale.

Il regista e sceneggiatore messicano Alejandro González Iñarritu è noto per i suoi film tanto affascinanti quanto furbi. Anzi, il cui fascino è dovuto in gran parte proprio a furbizie stilistiche e narrative offerte di soppiatto al pubblico. Lo scrive Emilio Ranzato aggiungendo che Amores perros (2000), suo film d’esordio quando girava ancora in patria, è formato da episodi realizzati in modo molto diverso l’uno dall’altro senza un vero motivo; 21 grammi (2003), il debutto americano, è un melodramma di grana abbastanza grossa raccontato con un originale ma gratuito andirivieni temporale che serve soltanto ad acuire pretestuosamente i momenti di dramma; Babel (2006) vorrebbe unire storie diversissime in una sorta di panteismo esistenziale a dir poco velleitario, anche se di bell’effetto strettamente visivo; Biutiful (2010), infine, ricatta il pubblico con ampie dosi di patetismo. Tutti limiti che gli sono stati rinfacciati da gran parte della critica, assieme al riconoscimento di ottime ma spesso vuote doti tecniche. E oggi, con questo Birdman, il regista sembrerebbe voler proseguire spudoratamente nella stessa direzione, facendo qualcosa che a prima vista appare come quanto di più furbo e ostentatamente tecnico non si potrebbe immaginare: girare un film di due ore quasi interamente con un unico piano-sequenza, follia resa oggi possibile dalla tecnologia digitale, che permette di attaccare tante piccole riprese in un unico fittizio continuum.

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26 maggio 2018

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