Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Fuori l’estremismo
dalle scuole musulmane

· L’imam di Al Azhar chiede di riformare i programmi educativi ·

Riformare i programmi scolastici per contenere l’estremismo religioso: lo ha chiesto domenica scorsa l’imam di Al Azhar, Ahmad Al Tayyib, all’apertura di un seminario su islam e lotta al terrorismo in corso di svolgimento a La Mecca, in Arabia Saudita. Rivolgendosi ai rappresentanti dei Paesi musulmani, il responsabile della prestigiosa università sunnita (che ha sede al Cairo) ha sottolineato che l’estremismo religioso, favorito da povertà ed emarginazione, è il risultato di «un’accumulazione storica di tendenze fanatiche inerenti il patrimonio islamico, basate su interpretazioni erronee del Corano e della Sunna», ovvero delle parole e delle azioni del profeta Maometto.

Secondo Al Tayyib, «fino a quando non riusciremo a dominare, nelle nostre scuole e università, questa tendenza ad accusare i musulmani di miscredenza, non ci sarà alcuna speranza per la nazione musulmana di riprendersi e ritrovare la sua unità, la sua fraternità e la capacità di svilupparsi in maniera civile». L’imam di Al Azhar ha poi denunciato «i gruppi terroristici che hanno scelto pratiche selvagge e barbare», facendo allusione allo Stato islamico e alle violenze in Iraq, Siria e Libia. E ha inoltre legato l’estremismo a un complotto del «nuovo colonialismo mondiale» i cui autori si approfitterebbero delle tensioni confessionali che scuotono il mondo musulmano. Di qui la necessità — ha detto Al Tayyib — di un «controllo pedagogico» sui centri educativi delle nazioni a maggioranza musulmana proprio per contrastare il terrorismo e l’estremismo esercitati da alcuni gruppi radicali. I motivi che conducono questi ultimi a scegliere le vittime dei propri attentati sono diversi ma il primo, ha spiegato l’imam, è perché esse vengono considerate “eretiche” semplicemente per il fatto di aiutare i non musulmani a governare con norme che non derivano dalla sharia o dalla legge islamica.

A La Mecca è intervenuto anche il re saudita Salman, il quale ha auspicato la creazione di «una strategia efficace che ci impegni a combattere il terrorismo, flagello che è il prodotto dell’ideologia estremista» dei gruppi islamici radicali. Questa ideologia — ha aggiunto — «rappresenta una minaccia per la nostra nazione islamica e per il mondo intero». Al seminario, che si conclude domani, partecipano ulema e rappresentanti religiosi. Al centro dell’incontro, le strategie per combattere l’ideologia degli islamici radicali.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE