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L’urgenza del dialogo

· Appello dei vescovi della Repubblica Democratica del Congo ·

Kinshasa, 2. «L’impasse politica è preoccupante e rischia di far sprofondare il nostro paese in un disordine incontrollabile». È l’allarme lanciato dai vescovi della Repubblica Democratica del Congo che mettono in rilievo le drammatiche conseguenze della mancata formazione del governo di unità nazionale, previsto dagli accordi di san Silvestro, che dovrebbe portare il paese alle elezioni.

Una impasse inattesa, in parte forse dovuta alla scomparsa dell’oppositore storico del presidente Joseph Kabila, Étienne Tshisekedi, morto il 1° febbraio a Bruxelles. Fatto sta che «le divergenze in seno alla classica politica, e le tensioni nel Paese, possono condurre la nazione all’implosione e al caos», avvertono i vescovi.

Ricapitolando le tappe della crisi, nata «dal blocco del processo elettorale la cui regolarità e continuità sono state interrotte» — si doveva infatti votare entro dicembre 2016 per eleggere un nuovo capo dello Stato — i vescovi ricordano che era stato lo stesso presidente Kabila a sollecitare la loro mediazione, che ha portato agli accordi del 31 dicembre. Un ruolo di mediazione che alcuni osservatori mettono in collegamento con la serie di atti vandalici che ha colpito nelle ultime settimane chiese e istituti cattolici. Attentati che, come è noto, sono stati recentemente condannati anche dalla Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo.

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18 agosto 2019

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