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Fuga per la vittoria

· Athletica Vaticana accoglie due migranti ·

Piedi induriti dal freddo o bruciati dalla sabbia del deserto, che scappano da violenze e calpestano filo spinato affondando nell’acqua e nel fango. Piedi piagati da chilometri di cammino sulle rotte impervie della speranza. I piedi dei migranti raccontano, più di tante parole, l’orrore e la disperazione di vite in fuga. Come quella di Jallow Buba, 20 anni, scampato all’inferno del Gambia e sbarcato in Italia passando per Senegal, Mali, Algeria e Libia dove è stato vittima per tre volte di bande criminali che lo hanno venduto. O quella di Musa Barry, 19 anni, anch’egli gambiano, che ha attraversato mezza Africa sperimentando sulla propria pelle paure e sopraffazioni.

Ma ora quei piedi, abituati a muoversi velocemente per sfuggire a violenze, fame e povertà, si lanceranno in una corsa che li aiuterà a integrarsi, a incontrare nuovi amici e scoprire un sorriso in più. Ecco il significato del gesto di Athletica Vaticana — la squadra podistica composta da settanta dipendenti della Santa Sede — di “adottare” Jallow e Musa, entrambi musulmani, ospiti dalla cooperativa Auxilium. Venerdì mattina, 9 marzo, sarà il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura (sotto la cui egida la Segreteria di Stato ha posto la squadra) a consegnare le maglie a Jallow e Musa. Accanto a loro, la capitana e il decano della squadra: la farmacista Michela Ciprietti e il tipografo Giancarlo Giannini. «È un gesto di accoglienza, solidarietà e concreta integrazione attraverso lo sport, per rilanciare gli appelli del Papa e in sintonia con la scelta del Comitato olimpico internazionale di creare un team di atleti rifugiati» spiega monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del dicastero.

I due nuovi runner di Athletica Vaticana, che ora si alleneranno con la squadra e riceveranno i consigli dei tecnici dei campioni delle Fiamme gialle, vivono nel Centro di accoglienza richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto: proprio lì il Papa si è recato il 24 marzo 2016 per celebrare la messa del Giovedì santo.

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19 settembre 2018

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