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Fuga e paura

· Emergenza per i profughi nella maggiore stazione di autobus di Roma e nella stazione ferroviaria centrale di Milano ·

Fuga e paura sono le parole più ricorrenti nei racconti dei profughi, provenienti in maggioranza dall’Eritrea, ma anche da Somalia, Etiopia, Sudan e Siria, che si affollano nei pressi della stazione di autobus lungo la via Tiburtina a Roma e della stazione ferroviaria centrale di Milano.

Tra loro donne, bambini, e alcune persone che portano ancora i segni delle violenze e delle sofferenze subite proprio durante la fuga dalla guerra, dalla fame, dalle persecuzioni. Aspettano di proseguire il loro viaggio in altri Paesi europei. Ma la strada che passa per la Francia e la Germania è sbarrata.

Profughi eritrei dormono in strada nei pressi della stazione Tiburtina a Roma (Reuters)

Mentre si moltiplicano i gesti di solidarietà da parte di volontari e di semplici cittadini, che cercano di portare generi di prima necessità in questi accampamenti di fortuna, si registrano anche momenti di forte tensione.

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, è tornato questa mattina a ricordare che non si possono mettere le esigenze di sicurezza e di legalità legittimamente rivendicate dalle popolazioni in contrapposizione con i principi di accoglienza e solidarietà. «Sicurezza e legalità sono un dovere preciso, ma questo non può essere chiusura verso chi è disperato», ha detto.

Proprio alla globalità di una realtà dalle dimensioni senza precedenti nella storia cercherà di individuare soluzioni la conferenza che l’Onu e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dovrebbero tenere a Ginevra o a New York a metà agosto. Ne ha dato notizia ieri il direttore esecutivo dell’Oim, Ovais Sarmad, a margine dei lavori del nono World Chambers Congress in corso a Torino. «L’Oim e l’Onu stanno per organizzare una conferenza globale che coinvolga tutti gli organismi e tutte le istituzioni ai più alti livelli per affrontare questo problema», ha detto Sarmad, facendo riferimento alla partecipazione, tra gli altri, di Unione europea, Unione africana e associazioni delle Nazioni del sud-est asiatico.

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20 maggio 2019

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