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In fuga dalla Repubblica
Democratica del Congo

· L’allarme dell’Unhcr per le condizioni dei rifugiati in Uganda ·

Il portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Andrej Mahecic, ha denunciato, nel corso di un briefing svoltosi ieri a Ginevra, la recrudescenza degli scontri etnici tra la comunità di allevatori hema e quella di agricoltori lendu nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc).

Migranti della Repubblica Democratica del Congo sul lago Albert (Reuters)

Dall’inizio di giugno le brutali violenze tra i due gruppi hanno costretto già circa 7.500 congolesi ad attraversare il confine con l’Uganda. Nell’ultimo mese infatti la media di persone che quotidianamente attraversano la frontiera (311 al giorno) è più che raddoppiata rispetto al mese di maggio (145 al giorno), a testimonianza di una crescente violenza degli scontri: gruppi armati starebbero attaccando villaggi, saccheggiando e incendiando case, e uccidendo uomini, donne e bambini.

Questo ulteriore esodo ha incrementato la pressione sulle strutture di prima accoglienza ugandesi che sono pressoché al limite. Il centro di accoglienza di Kagoma ospita circa 4.600 persone, 1.600 in più della capienza massima prevista. Momentaneamente centinaia di rifugiati hanno ricevuto lotti di terra vicino all’insediamento di Kyangwali.

A causa del ritmo con cui nuovi rifugiati arrivano in Uganda, i bisogni delle persone superano di gran lunga l’assistenza che gli operatori umanitari sono in grado di fornire nei vari centri di assistenza e accoglienza ugandesi.

L’Unhcr ha rivolto un appello alla comunità internazionale per avere ulteriori finanziamenti: a oggi sono stati ricevuti centocinquanta milioni di dollari Usa, equivalenti al diciassette per cento dei 927 milioni necessari. Servono alloggi e generi di primo soccorso, mezzi di trasporto per trasferire i rifugiati dai centri di accoglienza sul confine agli insediamenti. Molti rifugiati hanno inoltre urgente bisogno di supporto psicologico post-trauma e le strutture sanitarie necessitano nella maggior parte dei casi di lavori di ammodernamento e ristrutturazione. Nelle cliniche mancano pure personale medico e farmaci.

La maggior parte delle persone si rifugia in Uganda attraversando il lago Albert dalla provincia di Ituri. I rifugiati giunti in Uganda affermano che molte altre persone potrebbero arrivare; tuttavia, i gruppi armati starebbero impedendo ad alcune persone di lasciare la Rdc, mentre altri cercano, con fatica, di ottenere il denaro necessario a pagarsi il viaggio in barca: una somma equivalente a meno di sei dollari Usa.

Si stima che la popolazione di rifugiati congolesi è, a oggi, tra le dieci più grandi del mondo e quasi il 55 per cento dei rifugiati del paese sono bambini, molti dei quali attraversano i confini non accompagnati o separati dai loro genitori: il numero di sfollati ha raggiunto quota 300.000. Secondo l’Alto commissariato Onu alcuni rifugiati arrivano in Uganda portando con sé numerosi beni ed effetti personali, temendo di non poter fare ritorno a casa per molto tempo. Altri, fuggiti da pericoli imminenti, hanno con sé poco più dei loro vestiti.

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25 agosto 2019

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