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Fuga da Mosul

· Oltre centomila civili hanno abbandonato la città irachena nel timore di una nuova battaglia ·

L’Iraq come la Siria. Negli ultimi quattro mesi oltre 100.000 civili sono fuggiti dalle loro case nell’area di Mosul nel timore di una nuova offensiva per riconquistare la città, dal 2014 nelle mani del cosiddetto Stato islamico (Is). Il Comitato internazionale della Croce rossa ha previsto che fino a un milione di persone potrebbe fuggire quando verrà lanciata l’offensiva finale. Attualmente, secondo l’Unhcr, sono già 3,4 milioni gli sfollati in Iraq, di cui 1,8 milioni ammassati nella regione autonoma del Kurdistan. Altri 220.000 sono rifugiati all’estero.

Sfollati iracheni ricevono aiuti a sud di Mosul (Reuters)

Da tempo il Pentagono, d’intesa con Baghdad, sta preparando i piani per lanciare l’attacco finale: una battaglia che potrebbe essere molto cruenta. E ieri le autorità irachene hanno annunciato la conquista di un villaggio a meno di 50 chilometri dal centro di Mosul.
E in Siria, intanto, sono stati liberati questa mattina, dopo lunghe ore di angoscia, i duemila civili presi in ostaggio dai jihadisti dell’Is in fuga da Manbij, la città siriana al confine con la Turchia, liberata dalle forze curdo-arabe. Manbij era una delle principali roccaforti dell’Is in Siria e da molto tempo era sotto assedio. Ieri le Forze democratiche della Siria (Sdf, coalizione curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti in funzione anti-Is) hanno portato a termine l’assalto finale iniziato circa una settimana fa. Manbij rappresentava anche uno snodo essenziale per il passaggio dei rifornimenti dell’Is verso Raqqa, un’altra roccaforte degli uomini di Al Baghdadi.
Poco dopo la fine dell’assedio, era stata diffusa la notizia — poi confermata da diverse fonti — secondo cui l’Is aveva catturato duemila civili siriani per usarli come scudi umani durante la fuga. A lanciare l’allarme era stato il portavoce delle Sdf, Sherfane Darwish. «Ritirandosi da Al Sirb, l’ultimo quartiere di Manbij dove erano trincerati, i jihadisti hanno preso in ostaggio circa duemila civili, tra cui donne e bambini, per farne scudi umani con cui proteggersi durante la ritirata; questo ci ha impedito di prenderli di mira» aveva spiegato il portavoce all’Afp. I miliziani dell’Is, circa un centinaio, si sono diretti verso la città di Jarabulus, una quarantina di chilometri più a nord, ancora controllata dalle forze jihadiste.

A confermare il rapimento e la successiva liberazione dei civili era stato anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione con sede a Londra). A Manbij altri 2500 civili che «erano tenuti prigionieri dai jihadisti sono stati tratti in salvo» dalle Sdf, ha spiegato ancora Darwish, aggiungendo poi che nel quartiere di Al Sirb sono in corso oggi gli ultimi rastrellamenti. Nel complesso, la battaglia per Manbij è costata la vita a 437 civili, tra cui 105 bambini, 299 combattenti delle Sdf e 1019 jihadisti.

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06 dicembre 2019

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