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Frontiere interne sbarrate dall’Europa

· A Calais scontri con i migranti diretti in Gran Bretagna ·

Dopo quella tra Ventimiglia e Mentone, un’altra frontiera interna dell’Unione europea si è trasformata nelle ultime ore nel teatro dell’ennesimo scontro in materia di immigrazione.

Migranti in un camion a Calais (Ap)

A  Calais, in Francia, dove è stato allestito un campo dove vivono oltre tremila migranti intenzionati a recarsi in Gran Bretagna, centinaia di loro starebbero cercando di entrare nei tir in coda per l’Eurotunnel o per i traghetti, suscitando proteste tra i marittimi e gli autotrasportatori. «Ci sono scontri continui», ha dichiarato al quotidiano «The Guardian» Donald Armour, un dirigente dell’associazione britannica per l’autotrasporto, esprimendo preoccupazione per possibili vittime. Il ministero degli Esteri britannico ha chiesto agli automobilisti di adottare precauzioni, pur assicurando che «i controlli della polizia sono stati rinforzati».

Nel frattempo, un avallo — ma solo a precise condizioni — è stato dato ieri dall’alto commissariato dell’Onu per i diritti umani alla Eunavfor Med, la missione navale nel Mediterraneo contro i trafficanti di esseri umani decisa dall’Unione europea. In attesa che si pronunci il Consiglio di sicurezza — il cui assenso è indispensabile per la fase che prevede interventi in acque territoriali non europee — è stato l’alto commissario, António Guterres, a fissare i paletti della Eunavfor Med. È giusto combattere i trafficanti, ma l’Ue deve assicurare «la protezione delle vittime» e «l’accesso al territorio europeo», ha detto il responsabile dell’Unhcr.

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