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Migranti sbarcati
nei porti più vicini

· Frontex cambia le regole per i recuperi in mare ·

Nuove regole, Frontex cambia rotta, con un deciso impulso alla lotta contro l’immigrazione irregolare nel Mediterraneo. Ieri è nata una nuova missione europea, Themis, il cui modus operandi sarà sostanzialmente diverso: i migranti recuperati in mare dovranno essere fatti sbarcare nel porto sicuro più vicino. Non più, come da accordi precedenti, soltanto in Italia. Come sottolineano numerose testate, questo cambiamento è da attribuirsi in primo luogo alle pressioni italiane.

Operazione di soccorso nel Mediterraneo (Ap)

A lungo palazzo Chigi ha chiesto una profonda revisione della precedente missione Triton, conclusasi formalmente ieri, all’insegna soprattutto di una maggiore condivisione delle responsabilità nella gestione degli sbarchi e dei soccorsi. Non è un caso che — stando a quanto riportano fonti di stampa — al Viminale esprimano soddisfazione e parlino di Themis come di «un esempio particolarmente significativo di effettiva solidarietà e cooperazione» tra stati membri e agenzie europee. Sottolineando che la missione contribuirà «in maniera concreta» a fronteggiare l’immigrazione irregolare ma, soprattutto, a contrastare le attività criminali e i tentativi dei terroristi di raggiungere l’Europa. Con il vecchio piano operativo di Triton la regola era che i migranti salvati in mare da qualsiasi nave inserita nel dispositivo europeo Frontex e dovunque nel Mediterraneo, dovessero essere sbarcati in Italia. Non a Malta o in Spagna o in Francia, anche nel caso fossero stati salvati nelle loro acque territoriali. Ora, come accennato, tutto cambia: nel Mediterraneo si applicherà sempre la legge del mare, stabilita dalla convenzione di Amburgo, secondo la quale i migranti soccorsi devono essere portati nel porto più vicino — in termini di miglia dalle coordinate dell’intervento di soccorso — e non automaticamente in Italia. Tra le altre novità di Themis, ci saranno due nuove aree di pattugliamento nel Mediterraneo: una ad est, da Turchia, Grecia e Albania; una ad ovest da Tunisia e Algeria. E la linea di pattugliamento sarà posta al limite delle 24 miglia dalle coste italiane, di fatto un arretramento rispetto a quanto accade oggi.

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19 settembre 2019

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