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Fronte della solidarietà sui migranti

· Francia e Germania appoggiano l’Italia e richiamano alle responsabilità condivise i paesi dell’est ·

Sulla crisi dei migranti i paesi dell’est Europa restano sulle loro posizioni di chiusura — nonostante le sanzioni scattate due settimane fa per i mancati ricollocamenti — ma all’Italia, primo paese di approdo dei flussi, è arrivato l’esplicito sostegno di Germania e Francia, ribadito al vertice europeo conclusosi ieri a Bruxelles.

Non è stata presa nessuna nuova decisione concreta, ma è stato rilanciato l’allarme per la «grave situazione» nel Mediterraneo centrale ed è stata chiesta «maggiore condivisione delle responsabilità». In particolare il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato: «Abbiamo mancato di equilibrio nella solidarietà e non abbiamo ascoltato l’Italia» sull’ondata di migranti che stava arrivando.

«Ci si accontenta delle partite che si svolgono giorno per giorno e perché sono state fissate alcune priorità» ha commentato il presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni. Nel documento conclusivo del vertice si legge che si deve «assicurare maggiore impegno sul rifinanziamento dei fondi per l’Africa e più solidarietà con i paesi in prima linea nel fronteggiare i flussi». Non ha però fatto progressi la richiesta italiana di portare a termine la riforma del Trattato di Dublino, che assegna i rifugiati al paese di primo sbarco o arrivo (penalizzando Italia e Grecia).

La discussione sui migranti non è stata facile e ha fatto slittare di oltre un’ora e mezza i lavori. A contribuire al ritardo c’è stata anche la pausa decisa dal presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, per stemperare le tensioni sorte con il cosiddetto gruppo di Visegrad: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, che continuano a ostacolare i ricollocamenti di rifugiati previsti peraltro dall’accordo firmato da tutti gli stati membri nel 2015.

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20 maggio 2019

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