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Fronte comune
contro le schiavitù

· All’arcivescovo di Canterbury il Papa indica il traguardo della piena unità ·

Rinnovato impegno comune di fronte “ alla piaga del traffico di esseri umani e alle diverse forme di schiavitù moderna”. Lo ha ribadito Papa Francesco ricevendo lunedì mattina, 16 giugno, in udienza Sua Grazia Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana. 

“Quando ci siamo incontrati per la prima volta abbiamo parlato delle comuni preoccupazioni e del nostro dolore di fronte ai mali che affliggono la famiglia umana”, ha ricordato il Pontefice ringraziando il primate “per l’impegno che Ella dimostra nell’opporsi a tale intollerabile crimine contro la dignità umana”. “In questo vasto campo d’azione – ha aggiunto – sono state avviate significative attività di cooperazione sia in campo ecumenico, sia con autorità civili e organizzazioni internazionali. Molte sono le iniziative caritative nate dalle nostre comunità e condotte con generosità e coraggio in varie parti del mondo. Penso in particolare alla rete di azione contro la tratta delle donne creata da numerosi istituti religiosi femminili. Ci impegniamo a perseverare nella lotta alle nuove forme di schiavitù, confidando di poter contribuire a dare sollievo alle vittime e a contrastare questo tragico commercio. Come discepoli inviati a guarire il mondo ferito, ringrazio Dio che ci ha reso capaci di fare fronte comune contro questa gravissima piaga, con perseveranza e determinazione”.

Durante l'incontro, nel corso del quale si è svolto anche un momento di preghiera in comune nella cappella Urbano VIII, Papa Francesco ha sottolineato anche come il traguardo della piena unità, anche se può sembrare un obiettivo lontano, “rimane sempre la meta verso cui dobbiamo orientare ogni passo del cammino ecumenico che stiamo percorrendo insieme”.

Il testo integrale del discorso del Papa 

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14 ottobre 2019

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