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Fraterno
abbraccio

· Il patriarca Bartolomeo in visita alla diocesi di Lungro ·

Dopo la visita al Quirinale dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, il 24 maggio, e, il giorno dopo, l’udienza speciale con Papa Francesco, l’eparchia di Lungro degli italo-albanesi dell’Italia continentale si prepara — per celebrare il centenario della costituzione apostolica Catholici fideles con la quale Benedetto XV il 13 febbraio 1919 eresse la diocesi — a un altro storico evento: la visita del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo. Evento che, scrive il protosincello, monsignor Pietro Lanza, «testimonia che, nonostante i secoli e le guerre, la divisione fra le Chiese non ha prevalso e che è quanto mai sempre più forte il desiderio di unità e la volontà di proseguire il cammino di riavvicinamento fraterno fra cattolici e ortodossi».

Bartolomeo giungerà a Lungro (Cosenza) mercoledì 18 settembre e sarà accolto dal vescovo Donato Oliverio e da altri rappresentanti religiosi e civili. Alle ore 17, nella cattedrale di San Nicola di Mira in Lungro, il patriarca ecumenico presenzierà alla preghiera del vespro, alla fine del quale pronuncerà un breve discorso. Al seguito di Bartolomeo figurano gli arcivescovi ortodossi Ghennadios, metropolita d’Italia e Malta, Vartholomaios, metropolita di Smirne, e Ioannis, metropolita di Zambia del patriarcato di Alessandria d’Egitto. In rappresentanza della Chiesa cattolica è stata annunciata la presenza dei cardinali Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, e Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, oltre a monsignor Andrea Palmieri, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

Questo storico avvenimento — informa un comunicato della diocesi — si deve anche all’amicizia che lega l’arcivescovo di Costantinopoli a Virgilio Avato, che da mezzo secolo si dedica al dialogo fra cattolici e ortodossi: «Il patriarca lo ha voluto gratificare per il suo instancabile impegno, inserendo nei luoghi dove porterà la benedizione anche il paese di nascita del suo amico, San Cosmo Albanese, e il santuario dei Santi medici Cosma e Damiano, ivi ubicato».

La visita di Bartolomeo si concluderà il 19 settembre, giorno in cui, fra l’altro, inaugurerà una mostra di icone nella chiesa di Sant’Adriano a San Demetrio Corone, sponsorizzata dall’Assemblea interparlamentare ortodossa (organismo che raggruppa parlamentari ortodossi di venticinque nazioni).

In occasione del centesimo anniversario dell’erezione, l’eparchia ha pubblicato il volume Mistagogia della vita cristiana. L’anno liturgico bizantino, con l’obiettivo, lo spiega lo stesso monsignor Oliverio nell’introduzione — della quale pubblichiamo stralci — di creare nuovi strumenti catechistici nell’ottica della tradizione spirituale bizantina e «per un miglior approccio alla ricchezza di questa spiritualità di un numero sempre più ampio di fedeli». Va ricordato infatti che i fedeli cattolici di rito greco fuggiti a più riprese da Epiro e Albania a causa della dominazione turca trovarono riparo in Calabria e in Sicilia conservando costumi e tradizioni del popolo greco, in modo particolare i riti della loro Chiesa. I profughi, provenienti da territori soggetti alla Chiesa ortodossa, furono benevolmente accolti nel seno della Chiesa cattolica, come fratelli nella medesima fede, sostenuti a mantenere in vita la lingua albanese e la tradizione bizantina costantinopolitana, all’insegna di una comunione tra cristiani d’Oriente e d’Occidente capace di condividere le rispettive e arricchenti diversità.

Il libro non parte dall’inizio dell’anno liturgico bizantino, ovvero dal giorno di Pasqua, ma dall’8 settembre, natività della santissima Madre di Dio, la cui nascita inaugura il ciclo annuale delle grandi feste liturgiche, e si conclude il 15 agosto, con la dormizione di Maria. È un lungo, affascinante viaggio attraverso la mistagogia dei misteri sacramentali nella Chiesa bizantina, ma espresso in maniera semplice, discorsiva. Il lettore cattolico digiuno di Tradizione scoprirà un mondo apparentemente diverso, per esempio che nel rito bizantino l’iniziazione cristiana sul piano liturgico avviene per mezzo di tre atti sacramentali che — spiega Vincenzo Marco Sirchia, archimandrita dell’eparchia di Piana degli Albanesi — «potremmo definire come un unico sacramento perché, nella visione d’insieme del rito, il battesimo, la crismazione e la santa eucaristia non sono tappe da guadagnare attraverso partecipazioni a corsi scolastici, bensì tre momenti di un unico inizio», un trampolino di lancio verso la vita nel Cristo. Protagonisti, attori realistici del volume sono un “giovane” e un “sacerdote”: il primo domanda, il secondo risponde. A scandire il dialogo i mille passi che compongono la celebrazione e la memoria dell’intera opera della salvezza, realizzata in Gesù Cristo. (giovanni zavatta)

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