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L’episcopato francese e l’ipotesi di una nuova legge sul fine vita

· I vescovi in Francia e l’ipotesi di una nuova legge sul fine vita ·

Parigi, 4. «Rafforzare il diritto individuale di scegliere la propria morte costituisce una deriva pericolosa. La società dà la migliore immagine di sé quando offre prospettive di solidarietà piuttosto che quando lascia decidere i malati, soli, nella sofferenza. 

Quando incoraggia, con le cure palliative, alla solidarietà familiare, medica, sociale, le domande di morte diminuiscono»: è uno dei passaggi più significativi dell’intervista rilasciata al quotidiano «la Croix» dall’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale francese, Georges Pontier, e pubblicata nell’edizione di giovedì 2 ottobre a firma di Bruno Bouvet e Dominique Quinio, direttrice del giornale. Un colloquio in gran parte dedicato all’ipotesi di una nuova legge sull’accompagnamento delle persone in fin di vita, in vista della quale due deputati, Alain Claeys e Jean Leonetti, sono stati incaricati di redigere un rapporto da consegnare a fine novembre. Leonetti è fra l’altro l’autore della legge, dell’aprile 2005, che tuttora regola in Francia i diritti dei malati e il fine vita. Un provvedimento, secondo monsignor Pontier, che «ha trovato un punto di equilibrio soddisfacente tra il no all’accanimento terapeutico e il rispetto della vita fino al termine». Per questo «considerare una nuova legge per cercare di tenere conto di casi particolarmente drammatici ha qualche cosa di deresponsabilizzante».

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