Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Fratello del mondo

· ​La testimonianza di Papa Francesco sulle orme dei suoi predecessori nella terra di Gesù ·

La visita papale in Terra Santa sta suscitando a livello internazionale una eco vastissima nel contesto ecclesiale, in quello ecumenico e interreligioso, ma non meno in quello sociale e politico. I viaggi dei Pontifici hanno sempre risvegliato interesse e attese, con difficoltà di vario genere, ma la straordinaria personalità di Papa Francesco potrà rendere del tutto singolare quello ormai imminente.

Penso che il Papa, sulla scia dei suoi predecessori, intenda farsi vicino alla popolazione per conoscerla direttamente e assicurare la disponibilità a condividerne le prospettive di miglioramento, tentando di far giungere la sua sollecitudine all’intera area che ruota attorno alla Terra di Gesù. Egli cercherà di parlare agli uomini e alle donne concreti che abitano in una dimensione tanto incerta la loro unica esistenza e vorrà perciò mostrare tutta la comprensione per la loro reale condizione. Dal programma si evince il desiderio di dialogare, sia in Giordania, sia in Palestina e Israele, come a Gerusalemme, con tutte le anime che compongono quel mosaico religioso e sociale. Benché l’arco ristretto di tre giornate imponga evidenti limitazioni, sono previsti incontri con le pubbliche aautorità e i responsabili dei Paesi che il Papa visiterà. Spetta a loro, del resto, consentire a tutti di contribuire, lavorando anch’essi strenuamente e per primi, ad edificare un avvenire di vicendevole convivenza, che sia rispettosa non solo di alcuni diritti, bensì di tutti quelli fondamentali, a cominciare da una autentica libertà religiosa. Questo aspetto potrebbe già costituire un traguardo di ineguagliabile. La mediazione spirituale del passaggio papale potrà essere incisiva nel trovare vie di soluzione “possibili” alle endemiche difficoltà del Territorio. Dire “possibili” non significa mancare di speranza quasi alludendo a risultati prevedibilmente modesti già in partenza. È piuttosto cercare di non rimanere estranei al vero contesto della Terra Santa, la quale esige ritmi equilibrati e passi prudenti, per non urtare anziché avvicinare.

Nella Terra in cui Dio ha adottato la logica della Incarnazione, si impongono metodi umili, che non intendono autorizzare o favorire la rassegnazione, ma solo evidenziare l’indispensabile realismo. Le soluzioni “possibili” sono quelle misurate sulla realtà locale in tutta la sua problematicità, che potremmo definire oggettiva e forse persino costitutiva. Tanta parte della storia umana confluisce su quella Terra, con ombre e luci. Ciò non va dimenticato, benché mai ritenuto tale da bloccare la novità, sempre possibile. Del resto, in termini assoluti, è proprio in Terra Santa che è apparsa la novità delle novità, l’irruzione di Dio nella storia con la sua Incarnazione.

Leonardo  Sandri

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE