Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Fratelli o schiavi?

· Una modernità fondata sull’economia e sulla paura dell’altro ·

«Non più schiavi, ma fratelli» è il tema su cui Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa di riflettere per la giornata mondiale della pace che si svolgerà il 1° gennaio 2015 e che riprendiamo in occasione, il 21 settembre, della giornata della pace indetta dall’Onu.

Francisco Goya, «Il colosso» (1808)

Lo scrive Francesco Del Pizzo precisando che la fratellanza, bussola della pace, si contrappone alla schiavitù logicamente e semanticamente. In un linguaggio cristiano, ma anche civile e socio-politico, che significa essere fratelli in un mondo che sembra vivere, dice il Papa, una «terza guerra mondiale a pezzi»?

L’uomo contemporaneo deve riconsiderarsi e rivalutarsi fratello e non oppressore, poiché beato è colui che riconosce nell’altro la comune dignità dei figli di Dio. O si è fratelli o schiavi: se non si riconosce tale dignità, si può essere facilmente schiavi di se stessi, schiavi del proprio io, immaginando una libertà illusoria e inesistente, che non lascia termini di confronto se non con se stessi e rende gli altri addirittura merce da usare e gettare.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE