Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

I pesci della gratitudine

· Sul cammino di Santiago ·

Approdò veramente Francesco di Assisi nel 1214 a Santiago de Compostela? Chi ne dubita, in base al silenzio o alle lacune delle fonti canoniche al riguardo (se ne parla esplicitamente solo nei Fioretti), concorda sulla perfetta compatibilità del pellegrinaggio con lo spirito e la storia di Francesco e dei suoi primi seguaci e con una serie di indizi artistici e architettonici coevi e posteriori.

In Spagna, in particolare in Galizia, il 2014 sarà comunque anno francescano, ottavo centenario di quel pellegrinaggio. E si estenderà fino al 2015 con conferenze, mostre, concerti e rinnovati pellegrinaggi lungo l’asse Assisi-Compostela. E si ricorderà anche l’episodio che secondo la tradizione diede avvio alla fondazione del convento francescano a Santiago. Francesco, giunto a destinazione, sarebbe stato ospitato dal povero carbonaio Cotolay, la cui casa si trovava vicino all’eremo di San Paio alle falde del monte Pedroso, dove il santo si recava a passare le notti in orazione. Lì Dio gli rivelò la sua volontà che si edificasse un convento in quel luogo, chiamato Val de Dios. Siccome apparteneva al monastero benedettino di San Martiño, Francesco lo richiese al padre abate per amore di Dio. L’abate accettò e, in segno di gratitudine, i frati francescani presero l’abitudine di inviare ogni anno ai monaci di San Martiño Pinario un cesto di pesci. La vicenda nel 1966 divenne addirittura un film: Cotolay (El niño y el lobo) diretto da José Antonio Nieves Conde.

Isabella Farinelli

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE