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Francesco e i giovani
per una nuova economia

· Presentato l’incontro convocato dal Papa ad Assisi nel marzo 2020 ·

È in rete il sito francescoeconomy.org in preparazione alla tre giorni dedicata ai giovani economisti e imprenditori, senza distinzioni di credo o di nazionalità, invitati direttamente dal Pontefice ad Assisi dal 26 al 28 marzo del prossimo anno. Insieme con il logo e l’iter che ha portato all’organizzazione dell’avvenimento “Economy of Francesco”, il portale è stato presentato nella Sala stampa della Santa Sede martedì mattina, 14 maggio, tre giorni dopo la pubblicazione della lettera di convocazione da parte del Papa.

Il logo di «Economy of Francesco»: una corda francescana con tre nodi, dalla forma circolare ma aperta, a simboleggiare un’economia inclusiva che serva tutti gli uomini senza trascurare nessuno

Alla presenza del direttore “ad interim” Alessandro Gisotti, sono intervenuti i rappresentanti delle principali realtà coinvolte nell’organizzazione dell’appuntamento con i giovani — cinquecento circa, metà studenti dottorandi in economia negli atenei cattolici e pubblici, e metà imprenditori — per avviare con loro un processo di cambiamento globale affinché l’economia di oggi e di domani sia più giusta, inclusiva e sostenibile, senza lasciare nessuno indietro: il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale; l’arcivescovo Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino; il professor Luigino Bruni, ordinario di economia politica presso la Libera università Maria Santissima Assunta di Roma (Lumsa) e consultore del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita; il sindaco assisiate Stefania Proietti e il custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti.

L’incontro nella città del Poverello «non nasce come un fungo — ha esordito monsignor Sorrentino — ma è un evento di studio, di incontro, di confronto, di ricerca, tra giovani studiosi e operatori dell’economia». Ed è «significativo che il Pontefice dia tale appuntamento in un luogo altamente simbolico, già scelto da Giovanni Paolo ii come icona di pace per quello che si suol chiamare lo “spirito di Assisi”». Il titolo, ha aggiunto, «allude al magistero economico-sociale» di Papa Bergoglio, che «ha denunciato vigorosamente lo stato patologico di tanta parte dell’economia mondiale, parlando di una “economia che uccide”, e mostrando come essa uccide insieme le persone e l’ambiente, uccidendo così anche il futuro».

Ecco allora la necessità di un incontro su questi temi, perché l’economia di oggi e di domani sia più giusta, fraterna, sostenibile e con un nuovo protagonismo di chi oggi è escluso, in merito al quale il presule ha spiegato: «Disponiamo attualmente di un’idea progettuale, quella che il Papa ha fatto sua. Ma l’impalcatura organizzativa e contenutistica è tutta da costruire». In particolare spetta al vescovo «accogliere le istanze e le collaborazioni delle diverse anime della città»: da quella francescana a quella civile, fino a quella «carismatica di un’eccellenza della carità, qual è l’Istituto Serafico — rappresentato dalla sua presidente Francesca Di Maolo — che dal 1871, prima dedicandosi a ciechi e sordomuti, e oggi sempre più a disabili gravi, propugna concretamente una maniera di concepire l’economia a partire dai più fragili e a loro servizio», come recita il suo slogan: “l’amore concreto”.

E in proposito monsignor Sorrentino ha accennato a una sorta di “prova generale” di “Economy of Francesco” che si svolge in questo fine settimana, da sabato 18 a domenica 19 maggio, sul tema «#nulladiproprio: dalla casa del sé alla casa del noi», nel santuario della spogliazione. «Vivo nel luogo in cui otto secoli fa il giovane Francesco, in lite con il padre Bernardone che non condivideva la sua scelta radicale del vangelo, si spogliò fino alla completa nudità, restituendo col denaro anche i vestiti», ha detto il presule parlando del vescovado di Assisi. «Un gesto spettacolare — lo ha definito — ma soprattutto profetico. Da qualche anno abbiamo chiamato quel luogo “santuario della spogliazione” (Shrine of renunciation). Quando Papa Francesco parlò in quella sala che rievoca l’evento, ricordò tutti gli “spogliati” della storia, invocando per loro un’etica della solidarietà capace di vicinanza, di premura, di condivisione. Con il suo gesto profetico, il “poverello” di Assisi non faceva un atto anti-economico, ma un atto di fondazione di un’economia alternativa». Perciò «da alcuni anni questo santuario sta conducendo una riflessione sulle dimensioni anche economiche della spiritualità della spogliazione, mettendo insieme economia ed ecologia. A questa attività il Papa ha dato ripetutamente la sua benedizione. Toccante fu il discorso che fece nella visita alla Sala della Spogliazione nel 2013 e bella la lettera che scrisse per l’erezione del santuario nel 2017».

Rivelando alcuni retroscena legati alla gestazione dell’iniziativa del prossimo anno, monsignor Sorrentino ha sottolineato che la «scintilla è scoccata da un’idea di Luigino Bruni, il quale si è trovato a parlarne al Papa nel giugno 2018, nel clima creato dal Sinodo dei giovani». Poi, «in un incontro che insieme abbiamo avuto col Santo Padre il 25 aprile scorso, l’idea di affrontare le sfide dell’economia facendo leva sui giovani ha trovato nel Pontefice un’adesione entusiasta. I giovani possono fare la differenza. Sono il futuro in tutti i sensi, anche il futuro dell’economia. Un patto con loro è vincente. Facemmo al Papa anche la proposta di un riconoscimento, un “premio”, che potrebbe essere consegnato da lui stesso quale incoraggiamento per quanti davvero si distinguano, a livello mondiale, per idee e pratiche degne di un’economia ispirata alla fraternità e alla solidarietà. Su questo il Pontefice ci disse che, pur non escludendolo, non doveva essere la prima preoccupazione. L’importante è il momento formativo e il patto di impegno comune».

Dunque, ha concluso, non si tratta di celebrare un evento, ma di innescare un processo. Perché, gli ha fatto eco il cardinale Turkson, «l’economia che sostiene Francesco è un’economia sociale, da non confondere con un’economia socialista». Essa nell’accezione di Papa Bergoglio, significa «che ha un riferimento al destinatario: un’economia che serve l’uomo, la persona umana, come scrive il Pontefice nella Laudato si’ e nell’Evangelii gaudium. Un’economia inclusiva, che serve tutti gli uomini senza tralasciarne nessuno». Del resto la parola greca oikonomia richiama le regole della casa, ma rimanda anche alla cura della casa comune e per Papa Francesco, ha concluso il porporato, il termine contiene «un invito a tornare al vero senso dell’economia, come gestione delle risorse della casa comune, che promuova il bene di tutti i residenti».

Da parte sua il professor Bruni coordinatore del Centro focolarino per l’economia di comunione e direttore scientifico del comitato organizzativo dell’evento di marzo 2020, ha evidenziato come l’invito del Pontefice ai giovani economisti segni una tappa storica «perché si uniscono due grandi temi e passioni del Papa: la sua priorità per i giovani e la sua sollecitudine per un’altra economia. Stiamo invitando, a suo nome, alcuni degli economisti e imprenditori più sensibili allo spirito dell’oikonomia di Francesco, per poter dare ai giovani il meglio delle riflessioni e prassi economiche di oggi». E considerando che «Assisi è parte essenziale, perché è una città-messaggio di un’economia diversa», i suoi luoghi ospiteranno il programma — costruito attorno a tre pilastri: giovani, ambiente, poveri — che si articolerà in laboratori, manifestazioni artistiche, seminari e plenarie con i più noti economisti ed esperti dello sviluppo sostenibile e delle discipline umanistiche, i quali rifletteranno e lavoreranno insieme ai giovani. Del resto, ha aggiunto, «Francesco di Assisi è stato al centro di un’altra economia. I francescani sono stati i primi economisti d’Europa. Hanno scritto i primi trattati di economia» e da loro «poi sono nate le prime banche moderne, i Monti di Pietà. Loro dalla povertà scelta hanno immaginato un’economia del dono e della condivisione. Pertanto non si può dire che essi sono la non-economia; sono piuttosto un altro modo di intendere l’economia, che è quello dove i poveri sono protagonisti, dove la ricchezza è condivisa e soprattutto dove c’è un rapporto con l’ambiente perché Assisi è anche il Cantico delle creature».

Insomma si tratta di dare una speranza per i diritti delle generazioni future, per l’accoglienza della vita, per l’equità sociale, per la dignità dei lavoratori e per la salvaguardia del pianeta. E se è già possibile effettuare le iscrizioni in rete, da giugno prossimo si apriranno le candidature alle borse di studio per consentire la partecipazione anche dei giovani dei paesi più poveri.

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