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Fra tradizione e innovazioni

· L’arcivescovo Celli ha presentato al Papa un sistema aggiornato per comunicare ·

Nonostante i grandi progressi della comunicazione digitale «la Chiesa in questo momento non può certo privarsi dei tradizionali media, cioè della radio, del giornale e della televisione». 

L’arcivescovo presidente Celli e Thaddeus Jones, officiale del dicastero, presentano al Papa la nuova app

Ne è convinto l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. La Santa Sede, ha spiegato all’Osservatore Romano, «non può chiudere questo percorso comunicativo. Ciò non significa però che non avverta forte l’esigenza, direi quasi il dovere, di essere presente anche nel contesto delle nuove tecnologie».

E stando ai numeri è innegabile il successo della strategia adottata in questo senso. Papa Francesco spopola nei diversi social network: occupa i primi posti in tutte le classifiche di contatti. «E sono numeri destinati a crescere — dice ancora il presule — perché continuiamo a cercare sempre nuove strade per portare il Pontefice in ogni piazza virtuale nelle quali l’uomo si incontra». E proprio lunedì mattina l’arcivescovo Celli, accompagnato da Thaddeus Jones, officiale del dicastero conosciuto nell’ambiente come «TJ», ha presentato a Papa Francesco la nuova edizione di The Pope app, applicazione disponibile per le principali piattaforme. Si tratta di «uno strumento efficace e più ricco rispetto ai precedenti — ha spiegato — che dà la possibilità di accedere con più semplicità e più rapidità a tutte le omelie del Papa, a tutti i suoi messaggi, e anche ai video che lo riguardano. Nello stesso tempo consente di seguire in streaming le cerimonie papali e tutte le udienze pubbliche, compresa naturalmente l’udienza generale del mercoledì». L’obiettivo è quello di rendere il Papa e la sua parola alla portata di tutti.

Mario Ponzi

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17 novembre 2019

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