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Fosse comuni nel Myanmar

· Scoperte nello stato del Rakhine da dove fuggono i rohingya ·

 Almeno cinque fosse comuni nel nord dello stato del Rakhine. A denunciare questa terribile scoperta è stata un’inchiesta dell’agenzia di stampa Associated Press (Ap) tra i profughi rohingya fuggiti dal Myanmar in Bangladesh. Dallo scorso agosto oltre 650.000 musulmani della minoranza etnica dei rohingya sono fuggiti dal Rakhine a causa delle ripetute violenze dei militari governativi, violenze definite dalle Nazioni Unite «un esempio da manuale di pulizia etnica». L’inchiesta dell’Ap menziona in particolare un massacro di civili inermi che sarebbe stato perpetrato dai soldati nel villaggio di Gu Dar Pyin, con un drammatico bilancio stimato tra le 75 e le 400 vittime.

Un rifugiato rohingya nel campo di Balukhali in Bangladesh (Ap)

Da alcuni video ripresi dai profughi con i telefonini, e da testimonianze dirette di decine di sopravvissuti, è possibile dedurre l’esistenza di almeno cinque fosse comuni, nelle quali sono finiti i corpi di molte persone di etnia rohingya, tra le minoranze più perseguitate al mondo. La zona è preclusa da mesi a operatori umanitari e giornalisti. Nonostante le denunce di governi, organizzazioni umanitarie internazionali e testimoni oculari, il governo di Naypyidaw ha sempre negato i massacri contro la minoranza etnica, riconoscendo solo l’esistenza di una fossa comune contenente i corpi di dieci «terroristi» — così come vengono definiti dalle autorità del Myanmar i ribelli che combattono per i rohingya — nel paese di Inn Din. Poche settimane fa, il governo di Naypyidaw e quello bengalese di Dacca hanno raggiunto un accordo per procedere a un graduale rimpatrio dei profughi in Myanmar, il cui inizio è però slittato. Le condizioni di vita all’interno dei campi profughi in Bangladesh sono però terribili, con ripari improvvisati costruiti su pendii disboscati, mancanza di acqua potabile, di generi alimentari, vestiario, scuole, fogne e assistenza sanitaria. A causa del sovraffollamento e della carenza delle condizioni igieniche di base, l’allerta sanitaria nei campi, dove i minori sono circa il 60 per cento della popolazione, rimane molto elevata. E questa difficile situazione è destinata a peggiorare con l’arrivo delle imminenti piogge monsoniche.

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18 settembre 2019

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