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Marines
in prima linea a Raqqa

· Per sostenere l’offensiva contro l’Is ·

Un gruppo di marines statunitensi è arrivato nel nord della Siria per sostenere le forze locali che si apprestano a lanciare l’offensiva verso la città di Raqqa. I militari giunti in Siria — riportano Cnn e «Washington Post» — erano già dispiegati nella regione e il loro trasferimento non aveva bisogno del consenso del presidente Donald Trump o del segretario alla difesa James Mattis. Ma sia la Casa Bianca che il Pentagono erano stati precedentemente informati. 

Combattimenti nei pressi di Raqqa  (Ap)

L’amministrazione statunitense sta ora valutando di dispiegare fino a mille soldati in Kuwait come forza di riserva nella lotta al cosiddetto stato islamico (Is) in Siria e in Iraq. Sulla scrivania dello studio ovale resta anche la proposta di concedere maggiore flessibilità nelle decisioni ai comandanti impiegati sul terreno. Questo per rispondere più rapidamente a situazioni impreviste o ad attacchi sul campo. E almeno 14 civili, tra i quali sei minori e quattro donne, sarebbero rimasti uccisi in raid aerei nel nord della Siria, nei pressi di Raqqa. Lo denunciano oggi gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani che parlano di operazioni nella zona di Matab Al Burashid condotte da jet «presumibilmente della coalizione internazionale» anti-Is a guida statunitense. Sul suo sito web l’Osservatorio precisa che la maggior parte delle 14 vittime sono tutte della stessa famiglia e che vi sono diversi feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Intanto, la Russia e gli insorti siriani hanno raggiunto un accordo per una tregua a est di Damasco, mentre un’intesa per un cessate il fuoco sarà raggiunta a breve nell’area di Homs. Secondo i resoconti di stampa la Russia, alleata del governo di Damasco, ha raggiunto la tregua con rappresentanti di Jaysh Al Islam, milizia filo-saudita, e altre fazioni armate nella Ghuta orientale, a est di Damasco. Un accordo simile è in corso di definizione per una tregua a Waar, sobborgo ribelle di Homs, nella Siria centrale. Sul fronte diplomatico, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, intende convocare per il 23 marzo a Ginevra rappresentanti di Damasco e delle opposizioni siriane per un quinto round di colloqui.

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19 agosto 2018

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