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Forze siriane riconquistano
la valle del fiume Barada

Avanzano i governativi in Siria. Grazie a un nuovo accordo raggiunto con alcuni gruppi di ribelli che controllavano la zona, le forze del presidente Assad sono entrate nella valle del fiume Barada, pochi chilometri a nord-ovest di Damasco, strategica per le sue risorse idriche che costituiscono la principale fonte di approvvigionamento per la capitale e il circondario. La battaglia durava da diverse settimane. L’area, nella quale sono presenti ancora ventimila civili in una situazione critica, era stata esclusa dalla tregua in corso nel paese poiché tra i ribelli sono presenti anche fazioni jihadiste, in particolare gli ex qaedisti di Jabhat Fateh Al Sham, già noto come Fronte Al Nusra.

Gli insorti hanno cominciato a ritirarsi mentre le truppe governative entravano ad Ayn Al Fijeh, dove sgorgano le sorgenti di maggiore portata, nonché l’impianto di pompaggio dell’acqua della capitale. Insieme ai soldati nel villaggio sono arrivati tecnici e operai addetti alla manutenzione per riparare i danni subiti dalla struttura, non più operativa dal 23 dicembre scorso. Tale inattività aveva lasciato senza acqua ben cinque milioni di abitanti.

Come detto, da cinque settimane l’area, che si estende a ridosso della catena montuosa del Qalamoun lungo il confine con il Libano, è stata teatro di violenti combattimenti malgrado il cessate il fuoco in vigore nell’intera Siria dal 30 dicembre. Una ventina di giorni fa era stata proclamata una temporanea sospensione delle ostilità, subito revocata in seguito all’uccisione di un mediatore, l’ufficiale a riposo Ahmed al Gadban, da parte di un cecchino. Una prima intesa complessiva raggiunta all’epoca era così rimasta lettera morta.

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20 novembre 2018

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