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In continuità profonda

· La liturgia eucaristica nella tradizione occidentale ·

È dedicata a Benedetto XVI — che l’ha suggerita e l’ha ricevuta in anteprima da Enzo Bianchi lo scorso 11 novembre — una monumentale antologia di testi tratti da autori cristiani latini, appena pubblicata dalla comunità di Bose (Un solo corpo. Mistagogia della liturgia eucaristica attraverso i testi dei padri latini. A cura di Emanuele Borsotti e Cecilia Falchini, Magnano, Edizioni Qiqajon, 2016, pagine 1804, euro 60). Aperto da una lunga introduzione di Borsotti e da un capitolo sull’assemblea liturgica, il libro segue l’ordinamento dell’ordo missae, dai riti introduttivi a quelli conclusivi. Le parti della messa sono così illustrate da 21 capitoli dove si alternano, in accurate e limpide traduzioni, testi che si estendono per oltre un millennio, dal III al XIII secolo, con un larghissimo spazio riservato al Canone romano. Abbondanti sono le note, la bibliografia e le notizie sugli autori e gli scritti raccolti, mentre ben tre indici (biblico, dei testi, tematico) completano questo eccellente strumento, indispensabile a chi si occupa di storia della liturgia. Del libro, seconda parte di un dittico aperto nel 2012 da un’analoga raccolta per i testi greci e bizantini (Entrare nei misteri di Cristo), pubblichiamo la prefazione del priore di Bose.

Fratel Eric, «Agnello sacrificale» (vetrata della chiesa della Riconciliazione, Taizé)

L’eucaristia è «fonte e culmine» della vita della Chiesa (concilio Vaticano ii, Lumen gentium 11; cfr. idem, Sacrosanctum concilium 10) e, in quanto tale, ne è anche norma e giudizio: ciò discende dal suo essere forma della Chiesa, dal possedere cioè la forza in grado di plasmare il corpo della comunità cristiana. Che cos’è, infatti, la Chiesa se non la comunità di quanti lasciano che l’eucaristia dia consistenza alla loro vita, fino a farli diventare uomini e donne «eucaristici» (cfr. Colossesi, 3, 15)? L’eucaristia dà forma alla vita della Chiesa plasmandola come comunità al servizio di Dio e degli uomini sull’esempio di Cristo, il Servo del Signore che donando la sua vita per tutti ha compiuto fino alla fine, nella libertà e nell’amore, la volontà di Dio.

L’eucaristia, poi, è forza di comunione nella Chiesa e tra le Chiese. Al riguardo occorre ammettere che le divisioni esistenti sia all’interno delle singole Chiese sia tra le varie Chiese manifestano la nostra inadeguatezza a vivere il mistero dell’eucaristia. Infatti, come il pane, frumento sparso sui colli, raccolto è diventato una cosa sola, così l’eucaristia riunisce la comunità dei credenti nel Signore Gesù (cfr. Didaché 9, 4); come lo Spirito santo scende sul pane e sul vino e li trasforma nel corpo e nel sangue del Signore, così scende anche sull’assemblea liturgica, rende i credenti «membra gli uni degli altri» (Romani, 12, 5; Efesini, 4, 25) e, tutti insieme, l’unico corpo di Cristo (cfr. E. Bianchi, Eucaristia e chiesa, Qiqajon, Magnano 2006).

È questa fede eucaristica della Chiesa che emerge dalle pagine di questo libro, delineando sotto gli occhi del lettore una vasta parabola che abbraccia testi di padri della Chiesa e di autori medievali che vanno dal III al XIII secolo. Un millennio di riflessioni, di parole, di commenti a partire dalla celebrazione dei missarum sollemnia, a partire dall’esperienza del popolo di Dio convocato e radunato per l’ascolto della Parola e la frazione del pane.

di Enzo Bianchi

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22 novembre 2019

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