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Formazione e prevenzione

· ​Linee guida dell’episcopato cileno sugli abusi verso i minori ·

Priorità assoluta alla tutela del minore e all’accompagnamento delle vittime. “Tolleranza zero” verso gli abusi. Trasparenza e collaborazione con le autorità giudiziarie. E, soprattutto, un articolato progetto di prevenzione. Sono i quattro criteri fondamentali che presiedono a «Cura e speranza. Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti dei minori». Si tratta del documento presentato in questi giorni dalla Conferenza episcopale cilena. 

Fin dal 2002 — ha spiegato il segretario generale dell’episcopato, monsignor Cristián Contreras Villarroel, vescovo di Melipilla — la Chiesa cilena si è data come impegno prioritario di affrontare l’abuso sui minori, sia dentro la comunità cattolica che nella società civile.
Il documento, approvato il mese scorso durante l’assemblea plenaria dei vescovi cileni, è stato firmato ufficialmente il giorno di Pentecoste. Nella presentazione, il cardinale arcivescovo di Santiago de Chile, Ricardo Ezzati Andrello, presidente della Conferenza episcopale, sottolinea che «la promulgazione a livello nazionale di queste linee guida è un passo ulteriore nel già consolidato cammino per rafforzare in tutta la Chiesa cilena piani di prevenzione verso tutti i tipi di abuso», puntando a favorire «ambienti sani e sicuri che favoriscano la cura e lo sviluppo per tutti coloro che partecipano alle attività ecclesiali». In tale prospettiva, larga parte del documento è dedicata alla prevenzione, a partire dalla formazione dei “formatori”. In tale categoria vengono inclusi, oltre alle autorità ecclesiastiche, sacerdoti, religiosi, seminaristi, catechisti, operatori pastorali e volontari. Inoltre, nel testo si parla di formazione primaria, secondaria e terziaria, intendendo con queste espressioni «evitare gli abusi, la pronta scoperta di eventuali casi e l’immediato appoggio al minore, la riparazione delle ferite». E si sottolinea come l’attività di prevenzione debba investire tutte le comunità locali. In ogni caso, infatti, ogni persona che collabora in ambito pastorale all’azione della Chiesa dovrà impegnarsi ad aderire alle regole di prevenzione stabilite nel testo. «Finora i documenti avevano un carattere eminentemente giuridico, in questo caso cerchiamo di dare indicazioni anche su altri ambiti, come la formazione delle persone e l’accompagnamento delle vittime», ha spiegato all’agenzia Sir Ana María Celis Brunet, docente presso la Pontificia Universidad Católica de Chile.

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23 luglio 2019

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