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La fonte della speranza

· Meditazione del priore di Taizé ·

Le catastrofi e le minacce che pesano sul pianeta e sull’umanità non sono la verità ultima, così come la morte non ha l’ultima parola. L’umanità ha un futuro, al di là dei limiti, al di là della sofferenza e della morte.

Nella meditazione, intitolata La source de l’espérance, pronunciata nella chiesa della Riconciliazione in occasione della solennità dell’Ascensione, il priore di Taizé, fratel Alois, ha posto l’accento sul denominatore comune che unisce i giovani pellegrini che giungono nella comunità ecumenica: la ricerca di speranza per guardare il futuro con gioia e non nella paura.

«Anche noi fratelli — ha spiegato Alois — ci troviamo in cammino con voi» e, attraverso l’accoglienza, «cerchiamo di offrirvi una speranza che stimoli». La festa dell’Ascensione è in grado di «aprire in noi la fonte della speranza», perché «Gesù è morto, ma è anche risorto e porta con sé tutti coloro che egli ama, tutta l’umanità. Con lui la nostra umanità è accolta in Dio. Sì, Cristo, anche invisibilmente, è vicino a ciascuno di noi. Si fa carico dei nostri difetti. Ama ciascuno appassionatamente. E ci apre la strada per essere con Dio per sempre. Cristo ci attende. Se tutti noi potessimo accogliere in questi giorni, di nuovo, questa fiducia nell’amore di Cristo», ha auspicato il priore.

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20 settembre 2019

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