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Fonte
di saggezza

Amatissimo Santo Padre, con immensa gioia desidero darle il benvenuto in Colombia. Parlo a nome dell’immensa maggioranza di noi colombiani che abbiamo atteso con speranza, fin dal primo momento della sua elezione alla sede di Pietro, la sua visita alla nostra patria, oggi rappresentata dalle città di Bogotá, Villavicencio, Medellín e Cartagena.

Lei, caro Santo Padre, trova un paese impegnato in un condiviso e profondo processo di cambiamento. Un paese che vuole lasciarsi dietro terribili situazioni di violenza che hanno mietuto milioni di vittime, secoli d’iniquità e d’ingiustizia che hanno emarginato gran parte della popolazione, manifestazioni di corruzione che erodono la possibilità di uno sviluppo sostenibile, polarizzazione politica che impedisce la ricerca congiunta del bene comune. Un paese che vuole portare avanti la costruzione di una pace che crei condizioni di riconciliazione, di giustizia integrale, di fraternità e di solidarietà, che permetta di creare strutture d’inclusione e d’integrazione, che getti le basi per uno sviluppo che produca e distribuisca tutti i beni necessari per soddisfare le necessità fondamentali di tutti e di ognuno. Un paese che aspiri ad apportare la sua cultura, le sue ricchezze, i suoi valori alla comunità internazionale per contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Le sue parole, i suoi gesti, la sua presenza, saranno una fonte ricchissima di saggezza che ci permetterà di comprendere meglio ciò che implica questo impegno di costruire insieme un paese nuovo.

Lei, caro Santo Padre, trova questa porzione della Chiesa del Signore che peregrina in queste terre in un momento cruciale per il suo rinnovamento. Una Chiesa che comprende ogni giorno più chiaramente che deve essere sacramento di salvezza per tutti, che vuole abbandonare tutto ciò che sfigura il suo volto — ricerca del potere, ricchezze inutili, intransigenze che escludono e condannano, atteggiamenti di autoreferenzialità, attaccamento a strutture obsolete — per poter essere «sale della terra e luce del mondo», andando incontro al Dio presente in ogni essere umano e in ogni circostanza, cercando di dispensare l’amore misericordioso del Padre che perdona, risana, invita, unisce, che ci tiene per mano affinché insieme percorriamo i cammini della storia verso l’incontro definitivo con Lui.

Le sue parole, i suoi gesti, la sua presenza, saranno la luce che oggi il Signore diffonde su noi fedeli affinché possiamo ottenere insieme la Patria a cui aneliamo, trasformando le realtà temporali con la forza dell’amore solidale.

Benvenuto, caro Papa Francesco! Le apriamo il nostro cuore per accoglierla con immenso affetto di figli, per ascoltarla come discepoli missionari del Signore Gesù Cristo, per lasciarci avvolgere dalla sua presenza, che è la presenza stessa del Signore oggi in Colombia. Benvenuto, caro Papa Francesco!

di Rubén Salazar Gómez, Cardinale arcivescovo di Bogotá e primate di Colombia

presidente del Celam

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19 settembre 2018

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