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Follia razzista

· ​Ucciso a Fermo un nigeriano sfuggito a Boko Haram ·

È stato fermato oggi con l’accusa di omicidio preterintenzionale Amedeo Mancini, l’imprenditore agricolo di Fermo, nelle Marche, che due giorni fa, martedì, ha massacrato di botte e ucciso Emmanuel Chidi Namd, richiedente asilo, nigeriano di 36 anni. 

L’uomo, vicino agli ambienti della estrema destra, è conosciuto anche come un ultrà della squadra locale ed è stato sottoposto di recente a un Daspo per un episodio di violenza. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha annunciato su twitter che il Governo sarà presente oggi a Fermo con il ministro degli Interni, Angelino Alfano, che presiederà il comitato provinciale per l’ordine pubblico. «Lo Stato deve farsi sentire, il Governo deve essere presente. Contro l’odio, il razzismo e la violenza» ha dichiarato Renzi. La dinamica dei fatti è sconvolgente. Il giovane nigeriano, sfuggito alla violenza dei terroristi di Boko Haram, e arrivato in Italia su un gommone dalla Libia, era stato accolto otto mesi fa insieme alla moglie Chinyery nei locali del seminario arcivescovile di Fermo, ospitato dalla Comunità di Capodarco di Don Vinicio Albanesi. In Nigeria, Emmanuel e la moglie avevano conosciuto da vicino l’orrore: i genitori, i suoceri e un figlio erano morti nel corso di un attacco sferrato da Boko Haram contro la chiesa cristiana del suo villaggio. Di qui la fuga in Libia, dove Emmanuel e la moglie erano riusciti, tra mille violenze, ad arrivare a Palermo. Poi la risalita fino alle Marche. Qui però, quello che non era riuscito alla violenza jihadista è riuscito alla follia razzista italiana. Martedì pomeriggio Emmanuel e la moglie stavano passeggiando, quando Mancini e un altro uomo si sono avvicinati urlando «scimmia africana» all’indirizzo della donna. Emmanuel ha chiesto spiegazioni ed è stato aggredito a calci e pugni, perfino con l’uso di un palo della segnaletica di quelli removibili. I due avrebbero poi continuato a infierire sul corpo del nigeriano, morto ieri sera per le ferite. 

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15 ottobre 2019

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