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Fiori calpestati

· ​Veglia di preghiera nella giornata di riflessione contro la tratta di esseri umani ·

«Nelle notti gelide, sulle strade, centinaia di vite spezzate continuano a interrogarci. Guardare negli occhi una sorella costretta a prostituirsi ti mette di fronte a tutto il peccato del mondo»; mentre c’è chi si «illude che siano libere di farlo, felici di farsi calpestare come fiori a bordo strada, arroganti nel proporre la loro finta bellezza a ogni auto che passa». Sono donne, spesso giovanissime torturate e vendute, «peggio delle bestie»: ed è a loro che ha dedicato la propria testimonianza Enkolina, volontaria della comunità Giovanni xxiii, durante la veglia svoltasi nella basilica romana di Sant’Antonio in via Merulana la sera di venerdì 8 febbraio, memoria di santa Giuseppina Bakhita e Giornata mondiale di preghiera e di riflessione contro la tratta di persone. Presieduta dal gesuita Michael Czerny, sottosegretario della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, la veglia ha avuto per tema «Insieme contro la tratta» ed è stata organizzata da Talitha Kum, la rete internazionale di religiose da dieci anni in prima linea su questo fronte, in collaborazione con l’Unione delle superiore maggiori d’Italia, la diocesi di Roma e altre realtà impegnate come la comunità che prosegue l’opera di don Oreste Benzi, la comunità di Sant’Egidio, la fondazione Migrantes e il movimento dei Focolari. Significativi anche gli interventi di due religiose, suor Rosa, italiana delle francescane dell’Addolorata, e suor Maria Goretti, polacca della Sacra famiglia di Nazareth. Infine una voce giovane è stata quella di Tinyiko Joan Ndaba, laica sudafricana che collabora a un progetto attivato nel suo paese, in Malawi e in Swaziland dalla Caritas, l’Unione internazionale associazione femminili cattoliche e Talitha Kum.

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15 dicembre 2019

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