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Finita la tregua
in Siria

· Raid colpisce un convoglio umanitario uccidendo dodici operatori della Croce rossa ·

La tregua in Siria è ormai solo un ricordo. I combattimenti tra governativi e ribelli sono ripresi ieri pomeriggio, poco dopo la scadenza ufficiale dell’accordo tra Mosca e Washington per la cessazione delle ostilità.

Durante i raid è stato colpito anche un convogliocomposto da 18 camion carichi di aiuti umanitari destinati a circa ottantamila civili nella regione di Aleppo. Trentasei le vittime, tra le quali dodici operatori umanitari, tutti volontari della Croce rossa.Le Nazioni Unite hanno annunciato la sospensione dei convogli umanitari. «Siamo sotto shock — ha detto la portavoce della Croce rossa Ingy Sedky — per la brutalità contro una missione umanitaria». Per il momento, il palazzo di vetro non si pronuncia sulle responsabilità dell’azione. Il responsabile per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, Stephen O’Brien, si è detto «disgustato e inorridito dal vergognoso attacco», rivelando che nel raid sono stati colpiti anche un deposito della Mezzaluna rossa e unastruttura sanitaria. «Non ci possono essere giustificazioni né scuse, nessuna ragione per attaccare operatori umanitari coraggiosi ealtruisti che cercavano di raggiungere i loro concittadini che hannoun disperato bisogno di assistenza» ha denunciato O’Brien. «Sia chiaro, se siscoprirà che questo attacco orrendo è stato deliberato, sarà considerato un crimine di guerra». In un comunicato, il dipartimento di Stato americano ha assicurato che sia i russi che i siriani erano a conoscenza della destinazione del convoglio. Una fonte vicina all’amministrazione ha detto che l’attacco è stato un «bombardamento» delle forze russe e ci sono «seri dubbi sulla volontà di Mosca» di fare la sua parte affinché sia rispettata la cessazione delle ostilità. Oggi dovrebbe tenersi a margine dell’assemblea generale dell’Onu un nuovo incontro tra i responsabili militari delle due parti. Non è escluso che il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di stato americano, John Kerry, decidano di incontrarsi per fare il punto della situazione e calmare le acque con un nuovo accordo per la tregua.

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25 marzo 2019

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