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Finisce la guerra più lunga

· Definitivo cessate il fuoco in Colombia in vista dell’accordo di pace tra Governo e le Farc ·

Il Governo di Bogotá e i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno concordato ieri sera un definitivo cessate il fuoco. L’annuncio segna un nuovo decisivo passo verso la pace e rappresenta un’importante svolta a una guerra civile che dura da oltre mezzo secolo e che ha lasciato sul terreno 260.000 morti, 45.000 dispersi e quasi sette milioni di profughi. «Abbiamo raggiunto un accordo per un definitivo cessate il fuoco bilaterale che mette fine alle ostilità» dicono Governo e ribelli in un comunicato congiunto.

La storica firma del cessate il fuoco in Colombia è un fatto epocale e insieme con la normalizzazione dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti va sicuramente annoverata tra gli eventi politici più rilevanti nella regione negli ultimi cinquant’anni. L’intesa tra l’Esecutivo di Bogotá e le Farc significa la fine del conflitto più lungo e sanguinoso delle Americhe.

L’intesa verrà ufficializzata nel corso di una cerimonia a cui parteciperanno il presidente della Colombia, Manuel Santos, e il comandante delle Farc, Timoleon Jimenez. Alla cerimonia all’Avana saranno presenti anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, il presidente dell’Assemblea generale, Mogens Lykketoft, e il presidente di turno del Consiglio di sicurezza, l’ambasciatore francese François Delattre. La guerra civile è iniziata negli anni Sessanta del secolo scorso. I negoziati di pace si svolgono all’Avana dal 2012 e sono decollati l’anno scorso dopo che le Farc hanno proclamato un cessate il fuoco unilaterale. Il Governo Santos vuole indire un referendum per legittimare l’accordo di pace, che comunque deve ancora essere siglato. I guerriglieri hanno già rimosso i soldati bambino dalle loro fila e le due parti hanno concordato preliminarmente i compensi per rimborsare le famiglie delle vittime e la lotta comune contro i trafficanti di droga. Ancora da definire invece lo smantellamento delle zone in cui sono ancora presenti 7000 guerriglieri in armi.

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17 agosto 2019

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