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Finisce
il blackout in Venezuela

· ​Ma per la popolazione rimangono enormi difficoltà ·

Il sistema elettrico del Venezuela, paralizzato da giovedì scorso, ha recuperato la sua funzionalità al cento per cento. A comunicare la fine del blackout è stato il ministro della comunicazione venezuelano, Jorge Rodríguez, il quale ha spiegato che da oggi riprendono le attività di lavoro, mentre le scuole resteranno chiuse fino a venerdì.

Un bambino in fila per la raccolta  di acqua potabile a Caracas (Ap)

Il ritorno dell’energia elettrica non comporta però un immediato ritorno alla normalità. Nello stato di Carabobo, nel centronord del Venezuela, si registrano gravi problemi con l’erogazione dell’acqua corrente. E analoghi problemi vengono segnalati in altre zone del paese. Secondo l’azienda idrica Hidrocentro «la rete di accesso dell’acqua potabile a San Diego è stata colpita da vandalismi di persone senza scrupoli, il che ha causato la filtrazioni di sedimenti».
Vandalismi e saccheggi hanno in effetti caratterizzato molte delle zone colpite dal blackout. Circa 150 persone sono state arrestate a Maracaibo, capitale dello stato di Zulia e seconda città del Venezuela. Il sindaco Willy Casanova, del partito di governo, in un’intervista alla emittente Union Radio ha spiegato che «le situazioni violente registrate sono sotto controllo» anche se ieri restava ancora «qualche gruppo attivo» di «delinquenti», che agirebbero non per stato di necessità, dal momento che «hanno preso d’assalto perfino negozi di elettrodomestici».

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