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Finestre aperte verso il Cielo

· All’udienza generale il Papa invita a guardare la preghiera di Gesù ·

Incoraggiamento alle iniziative politiche e legislative per abolire la pena di morte

Attraverso l’amicizia con Gesù e la preghiera «fedele e costante» al Padre «possiamo aprire finestre verso il Cielo di Dio». Lo ha detto il Papa all’udienza generale di mercoledì 30 novembre, nell’Aula Paolo VI. Proseguendo le sue catechesi sulla preghiera, B enedetto XVI ha dato inizio a una serie di riflessioni su Gesù e sul suo rapporto col Padre attraverso l’orazione.
«L’insegnamento di Gesù sulla preghiera — ha sottolineato dopo aver richiamato l’episodio evangelico del battesimo nel Giordano — viene certo dal suo modo di pregare acquisito in famiglia, ma ha la sua origine profonda ed essenziale nel suo essere il Figlio di Dio, nel suo rapporto unico con Dio Padre». Guardando a questo modello — ha aggiunto — anche «noi dobbiamo imparare, sempre di più, a entrare in questa storia della salvezza di cui Gesù è il vertice, rinnovare davanti a Dio la nostra decisione personale di aprirci alla sua volontà, chiedere a Lui la forza di conformare la nostra volontà alla sua, in tutta la nostra vita, in obbedienza al suo progetto di amore per noi».
Per il Pontefice «ascoltare, meditare, tacere davanti al Signore che parla è un’arte, che si impara praticandola con costanza». Per questo la preghiera esige soprattutto «impegno e continuità». Oggi i cristiani — ha affermato il Papa — «sono chiamati a essere testimoni di preghiera, proprio perché il nostro mondo è spesso chiuso all’orizzonte divino e alla speranza che porta all’incontro con Dio». Da qui l’invito a «percorrere la via della preghiera» e ad aiutare gli altri a percorrerla.
Al termine dell’udienza, salutando i fedeli di lingua inglese, Benedetto XVI ha incoraggiato «le iniziative politiche e legislative» promosse in «un numero crescente di Paesi per eliminare la pena di morte».

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18 ottobre 2019

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