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Finanziamenti europei allo sviluppo delle infrastrutture in Africa

· Accordo tra le Commissioni di Addis Abeba e di Bruxelles ·

La mancanza di infrastrutture adeguate resta il principale ostacolo allo sviluppo dell'Africa e la cooperazione pubblica internazionale, soprattutto europea, ne prende atto con iniziative volte a invertire la tendenza e a colmare i ritardi.

Un investimento iniziale di un miliardo di euro destinato a progetti di potenziamento delle infrastrutture continentali africane, per esempio, è previsto nell'accordo firmato questa settimana ad Addis Abeba tra la commissione dell’Unione africana e quella dell’Unione europea. Il commissario africano per le Infrastrutture e i Trasporti, Elham Ibrahim, dopo la firma dell'accordo, ha detto che questo concretizza il partenariato avviato nel 2007 con Bruxelles. La prima parte dei fondi stanziati servirà a finanziare studi e preparazione degli interventi prioritari nei settori dei trasporti, dell’energia, delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni.

In tutto sono stati indicati sette progetti strategici volti a rafforzare i processi di integrazione regionale già avviati. Tra questi figurano la costruzione di autostrade transafricane, una rete ferroviaria capillare in Africa occidentale e le dighe idroelettriche di Inga nella Repubblica Democratica del Congo.

Tra i diversi progetti infrastrutturali, la Banca di sviluppo africana (Bad) sembra dare una particolare priorità a quelli del settore energetico. La Bad ha infatti appena approvato il finanziamento di progetti di elettrificazione in cinque Paesi, con prestiti complessivi che ammontano a circa un miliardo di dollari.

Oltre la metà di tali prestiti, 550 milioni di dollari, sono stati concessi all'Egitto, dove saranno impiegati per il potenziamento della produzione di elettricità della centrale termica di Suez, che dovrebbe così contribuire allo sviluppo socioeconomico del Paese.

Altri cento milioni saranno destinati all’elettrificazione della periferia e zone rurali nei dintorni della capitale congolese Kinshasa, e di altre località in quattro province della Repubblica Democratica del Congo.

In Etiopia saranno costruite quattro nuove linee elettriche e otto stazioni per accrescere e velocizzare la distribuzione di energia. Il costo stimato di questi progetti è di 230 milioni di dollari.

In Kenya, i 71 milioni di dollari sbloccati dalla Bad serviranno a migliorare l’offerta di corrente elettrica nelle regioni orientali e occidentali e a garantire il servizio al 40 per cento dei centri rurali, invece che all'attuale 20 per cento.

Una dotazione di 69,4 milioni di dollari avrà la Tanzania per lavori che verteranno soprattutto sul potenziamento della linea di trasporto dell’energia elettrica tra le città di Iringa, Dodoma, Singida e Shinyanga.

Nel frattempo, nella Repubblica del Congo è stato ufficialmente inaugurato il Progetto acqua, elettricità e sviluppo urbano (Peedu) al quale la Banca mondiale ha dato un contributo di 25,5 milioni di dollari. Il Peedu verrà realizzato entro il 2015 nella capitale Brazzaville e nella città portuale di Pointe-Noire.

Nuovi fondi a tale progetto potrebbero arrivare a breve anche dalla Banca araba per lo sviluppo economico in Africa (Badea). Un annuncio in questo senso c'è stato al forum politico ed economico della Badea concluso domenica a Casablanca, in Marocco. I partecipanti al forum hanno sottolineato l’urgenza di rafforzare la cooperazione tra società arabe e africane e di incrementare la competitività nei settori dell’energia e dell’acqua anche grazie a nuovi investimenti.

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