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​«Finalmente»

«Finalmente». La prima parola pronunciata da Francesco dopo lo storico abbraccio con Cirillo dice quanto questo momento fosse da sempre sperato e troppo a lungo atteso. «Siamo fratelli» ha aggiunto in spagnolo il Papa ripetendo più volte la parola hermano. «Adesso le cose sono più facili» ha detto il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. «È più chiaro che questa è la volontà di Dio», gli ha risposto il Pontefice. L’inverno ecumenico tra Roma e Mosca si è così dissolto in un caldo pomeriggio di Cuba, con un gesto che non cancella certo secoli di divisioni, ma che segna un nuovo, promettente inizio. Un rilancio delle relazioni che passa anche attraverso la prima dichiarazione congiunta firmata da un Pontefice e da un capo dell’ortodossia russa.

Annunciato a sorpresa appena una settimana fa, l’incontro destinato a lasciare un segno nel cammino ecumenico è avvenuto venerdì alle ore 14.25, ora locale, all’aeroporto internazionale José Martí dell’Avana, dove l’aereo con a bordo Papa Francesco era atterrato pochi minuti prima. Una deviazione dalla rotta che in origine avrebbe dovuto portarlo direttamente in Messico, dove il Pontefice è poi arrivato nel tardo pomeriggio.  

dal nostro inviato Gaetano Vallini

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22 maggio 2019

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