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In fila
con i peccatori

· All’udienza generale il Papa ricorda che Gesù è la misericordia ·

«Gesù si è messo in fila con i peccatori. Non ha avuto vergogna», ma «fin dall’inizio del suo ministero si è manifestato come Messia che si fa carico della condizione umana, mosso dalla solidarietà e dalla compassione».

El Greco,  «Battesimo di Cristo» (1608-1628)

Lo ha ricordato Papa Francesco iniziando all’udienza generale di mercoledì 6 aprile una serie di riflessioni sul tema del giubileo letto alla luce del Vangelo. Dopo aver aver parlato nelle settimane precedenti ai fedeli presenti in piazza San Pietro dei fondamenti biblici della misericordia, il Pontefice da questa settimana spiega «come Gesù stesso l’ha portata al suo pieno compimento». E aggiungendo come di consueto considerazioni personali al testo scritto, ha rimarcato che «Gesù ci ha portato l’amore! Un amore grande, un cuore aperto per tutti, per tutti noi! Un amore che salva». Ne consegue che bisogna evitare la tentazione di giudicare gli altri. «Quante volte — ha spiegato — noi diciamo: “Ma, questo è un peccatore, ha fatto quello e quello...”, e giudichiamo». Mentre «ognuno di noi dovrebbe domandarsi: “Sì, quello è un peccatore. E io?”». Infatti «tutti siamo peccatori, ma tutti siamo perdonati: tutti abbiamo la possibilità di ricevere questo perdono che è la misericordia di Dio». Perciò, ha aggiunto, «non dobbiamo temere di riconoscerci peccatori, confessarci peccatori». Anche perché, ha concluso, «la potenza d’amore del Crocifisso non conosce ostacoli e non si esaurisce mai. E questa misericordia cancella le nostre miserie». Al termine dell’udienza il Papa ha anche ricordato la terza giornata mondiale dello sport indetta dalle Nazioni Unite, incoraggiando «a vivere la dimensione sportiva come palestra di virtù».

La catechesi del Papa

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22 luglio 2019

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