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Nel cuore della Chiesa

· All’udienza generale dedicata alla maternità di Maria il Papa esprime la vicinanza ai cristiani perseguitati ·

E parlando degli operai di Terni ribadisce che togliere il lavoro significa togliere la dignità

Papa Francesco è tornato a esprimere la sua vicinanza ai cristiani perseguitati. La Chiesa «soffre» con loro — ha assicurato all’udienza generale di mercoledì 3 settembre salutando i fedeli di lingua araba presenti in piazza San Pietro — ed è «fiera» dei suoi «figli indifesi», perché in essi vede «la sua forza e la testimonianza concreta e autentica del suo messaggio di salvezza, di perdono e di amore».

Una chiesa distrutta nel villaggio siriano di Maalula (Reuters)

Il pensiero del Pontefice ai cristiani vittime di violenze e persecuzioni, soprattutto nella regione mediorientale, si è unito alla «profonda preoccupazione» per la «grave situazione che stanno vivendo tante famiglie di Terni a motivo dei progetti della ditta Thyssenkrupp». Richiamando alcuni recenti interventi del vescovo della diocesi, Francesco ha lanciato «un accorato appello, affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia». Al centro della questione del lavoro «va sempre posta la persona e la sua dignità» ha ricordato il Pontefice, ribadendo con tono severo: «Col lavoro non si gioca! E chi, per motivi di denaro, di affari, di guadagnare di più, toglie il lavoro, sappia che toglie la dignità alle persone».

In precedenza, proseguendo nel ciclo di catechesi dedicate alla Chiesa, il vescovo di Roma aveva parlato della maternità della Vergine come «modello più bello e più alto» per l’intera comunità dei credenti. «La nascita di Gesù nel grembo di Maria infatti — aveva sottolineato in proposito — è preludio della nascita di ogni cristiano nel grembo della Chiesa», dal momento che «il nostro primo fratello Gesù è nato da Maria, è il modello, e tutti noi siamo nati nella Chiesa».

Come cristiani, dunque, «non siamo orfani» ma «abbiamo una mamma». E si tratta di una «mamma premurosa», che «ha a cuore il bene dei propri figli e che è capace di dare la vita per loro». D’altra parte, ha ricordato il Pontefice, la Chiesa non è fatta solo di preti e vescovi: «Tutti i battezzati, uomini e donne insieme, siamo la Chiesa».

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16 novembre 2019

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