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Fiato sospeso in Nigeria

· Lo sfidante Buhari in vantaggio sul presidente uscente Jonathan ma resta possibile il ballottaggio ·

La Nigeria lacerata dalle violenze attende i risultati delle elezioni presidenziali e parlamentari tenutesi sabato e protrattesi in molti casi anche nella giornata di domenica.

Sostenitore del partito di opposizione All Progressive Congress (Afp)

I primi dati diffusi ieri dalla commissione elettorale, dopo lo spoglio delle schede in circa la metà dei 37 Stati della Federazione, davano oltre due milioni di voti di vantaggio nella corsa alla presidenza all’ex generale Muhammadu Buhari, a suo tempo a capo della giunta militare dittatoriale caduta nel 1999 e oggi candidato dalla coalizione di opposizione All Progressive Congress (Apc). Ulteriori notizie fornite dall’agenzia di stampa britannica Reuters, quando mancherebbero dal conteggio solo tre Stati, attribuiscono a Buhari tre milioni di voti in più di quelli conseguiti dal presidente uscente Goodluck Jonathan, ricandidato dal People’s Democratic Party (Pdp), a sua volta a rischio di perdere la maggioranza in Parlamento. La commissione elettorale aveva annunciato dati certi entro la mattinata di oggi, ma nel momento in cui andiamo in stampa si ignora ancora l’esito dello scrutinio. L’incertezza non è in termini di voti assoluti — mancano quelli di Stati molto popolosi e tradizionalmente roccaforti di Jonathan e del Pdp, come il Rivers e il Lagos, ma il successo di Buhari e dell’Apc sembra ormai certo — ma è conseguenza delle regole elettorali. Per essere eletti alla presidenza al primo turno, infatti, serve non solo la maggioranza assoluta dei voti espressi, ma anche almeno il 25 per cento dei consensi in due terzi degli Stati della Federazione. In assenza di questa condizione, Buhari e Jonathan si sfideranno nel ballottaggio previsto per sabato 4 aprile.

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20 ottobre 2019

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