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Fiato sospeso in Burundi

· ​Il rinvio delle presidenziali stempera solo in parte le tensioni ·

Timori che lo scontro politico possa tracimare sul piano etnico

Le elezioni in Burundi sono state per il momento rinviate a data da destinarsi, ma gli abitanti — e molti osservatori internazionali — vivono con il fiato sospeso gli sviluppi della grave crisi che percorre il Paese da settimane e che ha già provocato decine di morti, Come noto, a esasperare lo scontro tra l’opposizione e il presidente, Pierre Pierre Nkurunziza, è stata la decisione di quest’ultimo di ricandidarsi un terzo mandato, in quella che l’opposizione giudica un’aperta violazione sia del dettato costituzionale, sia degli accordi di pace che nel 2000 posero fine a quindici anni di conflitto tra hutu e tutsi.

Il rinvio della consultazione era stato chiesto nei giorni scorsi da diversi soggetti internazionali. L’annuncio per il momento sembra aver in parte stemperato lo scontro, ma a giudizio di molti osservatori per ora è stata solo procrastinata la decisione e non si intravede ancora la soluzione a una crisi dalle potenziali terribili conseguenze.

Il contrasto, finora dichiarato sul piano politico, potrebbe infatti tracimare in terribili implicazioni etniche. Diversi analisti paventano una riproposizione dello scenario che provocò decine di migliaia di morti in quel quindicennio, pur senza raggiungere l’orrore spaventoso del genocidio dei tutsi del 1994 nel confinante Rwanda.

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15 settembre 2019

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