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A fianco
dei campesinos

· La Chiesa condanna le violenze in Paraguay ·

Asunción, 24. Ferma condanna della Chiesa in Paraguay a «qualsiasi tipo di atti che vanno contro la dignità dell’essere umano, qualsiasi sia la sua condizione sociale. In special modo quando si tratta di settori più fragili della società, come le famiglie campesine». 

In un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale viene sottolineata la posizione dei vescovi, contrari allo sgombero, avvenuto nei giorni scorsi, delle famiglie “campesine” dalla colonia di Guahory, nel distretto di Tembiaporá (dipartimento Caaguazú, nel sudovest del Paese). L’episodio ha suscitato una grande eco nel Paese per l’eccesivo uso della forza contro persone disarmate.

Nel comunicato si lamenta e si condanna «l’uso eccessivo e sproporzionato delle forze dell’ordine per distruggere le coltivazioni e le abitazioni dei piccoli agricoltori, in una terra la cui proprietà è oggetto di contesa e la cui titolarità non sarebbe accertata e provata in modo sufficiente». I vescovi — secondo il Sir — fanno riferimento alla dottrina sociale della Chiesa e alla sua posizione sulla proprietà della terra e sulla sua destinazione a servizio del bene comune e chiedono, ancora una volta, «una riforma agraria integrale, che permetta alle famiglie contadine di conservare le proprie terre».

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