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Festa a Teheran

· Dopo il raggiungimento dell’intesa sul nucleare si aprono nuove prospettive economiche ·

Festeggiamenti per tutta la notte nelle strade di Teheran per lo storico accordo siglato a Vienna sul nucleare iraniano che segnerà la fine delle sanzioni internazionali nei confronti della Repubblica islamica e permetterà al Paese di riprendere le relazioni commerciali con l’occidente.

Festeggiamenti nelle strade di Teheran (Epa)

Appena concluso il digiuno per il ramadan, centinaia di persone si sono riversate in auto sulla strada principale della capitale iraniana, suonando il clacson in segno di festa. Bandiere dell’Iran avvolte sulle spalle, palloncini colorati, foto del ministro Zarif e del presidente Rohani, una lunga fila di vetture a passo d’uomo. La notte di Teheran si è riempita di nuovi suoni e colori, la gente ha intonato in coro l’inno nazionale e ha inneggiato al presidente e al suo Governo.

Secondo i patti siglati a Vienna, in cambio della certezza che il programma nucleare di Teheran sia limitato alla produzione di energia e non alla costruzione di armi atomiche, saranno revocate progressivamente tutte le sanzioni economiche che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio l’economia del Paese.

Nel frattempo, il presidente statunitense, Barack Obama, dopo aver parlato con i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna, ha telefonato al re saudita Salman per rassicurarlo sugli impegni presi a Vienna. Lo ha annunciato la Casa Bianca, dopo che ieri le autorità saudite avevano espresso l’auspicio che, in seguito all’accordo, Teheran mettesse fine alla sua «interferenza» nella regione.

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26 maggio 2019

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