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Festa della repubblica italiana
con il nuovo governo

· All’indomani del giuramento al Quirinale ·

I componenti del nuovo esecutivo con il capo dello stato dopo il giuramento (Ansa)

Ha segnato la prima uscita ufficiale del governo appena formato la festa della repubblica italiana, la cui celebrazione principale si è svolta, come di tradizione, nella ineguagliabile cornice di via dei Fori imperiali. A poche ore dal giuramento del nuovo esecutivo, svoltosi ieri pomeriggio al Quirinale, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha infatti assistito alla parata militare accanto al presidente della repubblica, Sergio Mattarella, alla presidente del senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e al presidente della camera, Roberto Fico. Tra i presenti nella tribuna d’onore riservata alle autorità, anche i vice presidenti del consiglio Matteo Salvini, nuovo ministro dell’interno, e Luigi Di Maio, che ha assunto la guida del dicastero per il lavoro e lo sviluppo.
Le celebrazioni per la festa della repubblica italiana si sono quindi svolte in un clima più disteso dopo le tensioni dei giorni scorsi, quando i contrasti sulla formazione del nuovo governo avevano portato il paese sull’orlo di una crisi istituzionale.«Abbiamo vissuto — ha scritto il presidente Mattarella, in un messaggio inviato al capo di stato maggiore della difesa — anni intensi verso una profonda coesione del popolo italiano, in un cammino ispirato dalla nostra carta costituzionale, architrave delle istituzioni e supremo riferimento per tutti. Valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno sono il fondamento della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell’Europa. Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro Paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale».
Il presidente del consiglio ha a sua volta ribadito come quella del 2 giugno sia la festa di tutti gli italiani e ha sottolineato la necessità di uscire dalla logica dell’emergenza in favore di un impegno continuo e programmato. «Finora sono state fatte troppe chiacchiere, ora bisogna passare ai fatti» ha dichiarato.

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