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Festa della misericordia
e della speranza

· Dopo la toccante liturgia penitenziale con i detenuti di un carcere minorile e la Via Crucis ·

Con la veglia di preghiera al via le celebrazioni conclusive della Gmg di Panamá

Il pranzo con i giovani di oggi, sabato 26 gennaio, apre ufficialmente la due-giorni conclusiva del viaggio di Papa Francesco in America centrale per le celebrazioni della trentaquattresima Gmg.

Dopo aver presieduto in mattinata la messa per la dedicazione dell’altare della basilica di Santa María La Antigua, cattedrale di Panamá, il Pontefice rinnova la tradizione di condividere il pasto con alcuni ragazzi e ragazze rappresentanti dei cinque continenti. Il momento di convivialità si svolge nel seminario maggiore San José e vi partecipa anche l’arcivescovo Ulloa Mendieta in veste di “padrone di casa”.

In serata Papa Bergoglio si reca nel campo intitolato a san Giovanni Paolo ii nel complesso urbano Metro Park per la veglia di preghiera con le centinaia di migliaia di giovani che ritroverà domenica mattina per la messa di chiusura della Gmg centramericana e l’annuncio della sede del prossimo raduno internazionale delle nuove generazioni.

Prima di congedarsi da Panamá il Papa vivrà però altri due appuntamenti: con i malati di Aids e con i volontari della Gmg. Particolarmente significativo il primo, che esprime ancora una volta la vicinanza di Francesco alle situazioni di sofferenza che segnano donne e uomini scartati dalla società. Recandosi alla casa Hogar del Buen Samaritano, il Pontefice troverà ad attenderlo una sessantina di giovani e adulti contagiati dal virus dell’Hiv. Rimasti privi di sostegno economico e famigliare, sono assistiti dalla Chiesa panamense, che offre loro le necessarie cure e aiuto psicologico e spirituale. Da qui il nome Hogar, che richiama quel focolare domestico spesso frantumato in mille pezzi a causa della malattia. Così come sono vite fragili e ferite quelle dei detenuti nel carcere minorile di Pacora, visitato dal Papa venerdì mattina, 25 gennaio. A loro Francesco ha parlato di misericordia e di speranza, invitandoli a non rassegnarsi e ad aver fiducia di «poter cambiare». Poi, durante la Via Crucis, lo sguardo del Pontefice si è posato sui drammi e i dolori del nostro tempo: dall’aborto alla violenza sulle donne, dagli abusi alle tragedie dei migranti.

Ai giovani reclusi

Durante la celebrazione della via Crucis

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15 settembre 2019

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