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Fermezza e misericordia

· ​Presentato dai vescovi polacchi un dettagliato dossier sugli abusi ·

La piaga della pedofilia turba anche la Polonia. A rivelarlo, al termine dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale, è stato il primate, Wojciech Polak, arcivescovo di Gniezno, che ha presentato un lungo e dettagliato dossier contenente dati e statistiche. Secondo il documento, a essere coinvolti come vittime sono stati 625 minorenni: 345 all’epoca dei fatti avevano meno di 15 anni, 280 più di 15 anni. Il 58,4 per cento sono ragazzi, il 41,6 ragazze. Negli ultimi ventotto anni, cioè dal 1990 al 2018, la Polonia ha dovuto affrontare 382 casi di abusi sessuali su minorenni da parte di ecclesiastici, sacerdoti ma anche suore. I procedimenti canonici contro di essi sono giunti al termine nel 74,6 per cento dei casi mentre il 25,4 è ancora nella fase di dibattimento. Fra i casi definiti, circa un quarto si è concluso con la riduzione allo stato laicale, mentre il 40,3 per cento ha previsto altre pene canoniche. Solo il 10,4 per cento degli accusati è stato riconosciuto innocente mentre la procedura contro il 12,6 per cento di essi è stata interrotta per morte, suicidio, grave malattia oppure per mancanza di prove. 

Nella maggior parte dei casi — si legge nel dossier diffuso in sintesi dalle principali agenzie di stampa — i pedofili sono stati denunciati dalle stesse vittime (41,6 per cento) o dai loro familiari (20,9). È del 14,9 invece la percentuale di quelli accusati da altre persone come dirigenti scolastici, insegnanti, conoscenti, confratelli e altri sacerdoti.
«Ogni vittima dovrebbe suscitare in noi ecclesiastici il dolore, la vergogna, il senso della colpa», ha dichiarato monsignor Polak. «Devono esserci degli incentivi indirizzati alle vittime affinché questi crimini vengano segnalati in modo più coraggioso», ha spiegato ai media locali l’arcivescovo di Poznań, Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca, secondo cui «la prima cosa da fare è segnalare, la seconda ascoltare le vittime, la terza sostenerle».

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07 dicembre 2019

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