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Ferme le operazioni a Falluja

· L’annuncio ufficiale del premier iracheno Al Abadi per proteggere i civili nella città assediata ·

Ora è ufficiale: il Governo di Baghdad ha deciso di sospendere le azioni militari nell’area della città di Falluja, dove da diversi giorni era in corso l’offensiva per fermare l’avanzata del cosiddetto Stato islamico (Is). 

Militari iracheni dispiegati nei dintorni di Falluja (Reuters)

La decisione — confermata ieri sera direttamente dal premier Al Abadi, dopo diverse voci e smentite — è stata presa per permettere ai civili intrappolati nei combattimenti di fuggire e ricevere soccorsi. E stamane, dal centro di Falluja non arrivano notizie di scontri. Stando alle stime delle Nazioni Unite i civili ancora a Falluja sono almeno 50.000, di cui circa 20.000 minori.

Proprio ieri l’Unicef aveva lanciato un allarme invitando il Governo a proteggere i minori rimasti nella città che da due anni è controllata dai jihadisti dell’Is. Abadi, citato dalla tv panaraba-saudita, ha risposto ieri sera all’appello ordinando ai generali di sospendere tutte le operazioni nel centro della città «per proteggere i civili». Le forze governative hanno comunque stretto maggiormente l’assedio nelle aree circostanti Falluja. Secondo i dispacci ufficiali, progressi si registrano nell’area meridionale di Jisr Tuffah, che offre l’accesso al sobborgo di Shuhada. L’arresto dei combattimenti — dicono gli analisti — è destinato comunque a durare poco: il cammino verso la completa liberazione della città dai jihadisti è ancora lungo, e questo per il fatto che gli uomini dell’Is hanno minato molte zone. In Siria, la situazione è molto simile. L’Is deve fronteggiare attacchi su più fronti, nell’area compresa tra Aleppo e Raqqa.

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26 maggio 2019

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