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​Fermato e poi rilasciato
il presidente
del parlamento

· Sale la tensione in Venezuela dopo il contestato insediamento di Nicolás Maduro ·

Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Juan Guaidó è stato fermato ieri dai servizi di intelligence (Sebin) e poi rilasciato dopo essere stato interrogato. Lo riferisce il quotidiano «El Nacional». L’operazione è stata confermata anche direttamente dall’account Twitter di Guaidó.

Il giornalista Román Camacho, che segue da vicino i movimenti del leader dell’opposizione, ha riferito che, poco dopo il fermo, Guaidó è stato liberato e accompagnato dai suoi collaboratori nello stato di Vargas, dove ha partecipato a una manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro. Nei giorni scorsi Guaidó si era detto pronto ad assumere le prerogative dell’esecutivo di fronte alla «usurpazione del potere» da parte di Maduro, che si è appena insediato per un secondo mandato dopo elezioni non riconosciute da gran parte della comunità internazionale. A seguito di queste dichiarazioni il ministro dei sistemi penitenziari, Iris Varela, aveva minacciato di arrestarlo.

Il ministro della comunicazione venezuelano, Jorge Rodríguez, ha assicurato che il gruppo di funzionari del Sebin che ha fermato il presidente dell’assemblea nazionale «saranno destituiti e puniti per questo gesto». Il ministro ha inoltre sottolineato che sarà avviata una indagine per determinare le ragioni per cui i funzionari del Sebin «si sono prestati» alla realizzazione di questa operazione. Al tempo stesso Rodríguez ha criticato l’opposizione per «il tentativo di strumentalizzare in funzione antigovernativa ogni episodio della vita pubblica venezuelana per danneggiarne la tranquillità».

Il segretario di stato americano, Mike Pompeo, durante una missione ad Abu Dhabi è tornato, intanto, a dichiarare «illeggittimo» il governo di Maduro.

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