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Fede e secolarismo

· Si acuisce la distanza tra ortodossi russi e protestanti ·

Andrej Rublëv, «La maestà di Cristo» (1408)

Si acuisce la distanza fra la Chiesa ortodossa russa e il mondo protestante dopo la decisione del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca di interrompere i contatti ufficiali con la “Chiesa di Scozia” e la “Chiesa protestante unita di Francia”. La prima, in occasione della recente assemblea generale, ha votato a favore dell’ordinazione di pastori o diaconi impegnati in un’unione civile con una persona dello stesso sesso; la seconda, durante il sinodo, ha approvato la benedizione delle unioni omosessuali. La Chiesa ortodossa russa — si legge in una nota — ha accolto queste decisioni «con profonda delusione, in quanto esse sono incompatibili con le norme della morale cristiana. Constatiamo che nuove divisioni sono intervenute nel mondo cristiano, non solo sul piano teologico ma anche della morale». Ricordando gli insegnamenti contenuti nella sacra Scrittura, il patriarcato di Mosca ribadisce «l’inammissibilità» di tali novità nel campo della dottrina morale ed «è costretto a riesaminare il tipo di rapporto con le chiese e le comunità che violano i principi della morale cristiana tradizionale».

di Giovanni Zavatta

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23 marzo 2019

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