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Fedeli ai concetti biblici

· La conferenza degli avventisti del settimo giorno respinge la proposta sull’ordinazione delle donne al ministero del vangelo ·

«Sorgi! Risplendi! Gesù ritorna!» è stato il tema della sessantesima conferenza generale degli avventisti del settimo giorno che si è svolta a San Antonio, in Texas, dal 2 all’11 luglio. Alla presidenza è stato riconfermato il pastore statunitense Ted Wilson, che ricopre questo incarico dal 2010.

A San Antonio, dove per la prima volta i delegati hanno fatto ricorso al voto elettronico mandando in pensione le schede cartacee, c’è stata una puntuale revisione del testo delle ventotto dottrine fondamentali della comunità, approvate nel 1980 e da allora non più modificate, se non con l’inserimento di un passo nel 2005. Dopo due giorni di dibattito, nel quale sono state esaminate le proposte emerse in quattro anni di confronto a livello locale, si è giunti all’introduzione di alcuni cambiamenti, non semplicemente testuali, come nel caso di quanto indicato nella parte su matrimonio e famiglia. La parola «partner» è stata cambiata con «un uomo e una donna» in modo da sottolineare, ancora una volta, il fatto che gli avventisti del settimo giorno (che osservano il sabato come giorno biblico di riposo settimanale e per il culto) desiderano rimanere fedeli al concetto biblico di matrimonio, nonostante i cambiamenti avvenuti nella cultura contemporanea.

Fra i temi in agenda il più atteso era quello dell’ordinazione delle donne al ministero del vangelo, giunto in assemblea dopo che ciascuna delle tredici divisioni aveva formulato le proprie proposte alla luce di una puntuale analisi della situazione e delle prospettive pastorali. L’8 luglio, al termine di una giornata caratterizzata da un animato confronto, gli avventisti del settimo giorno hanno deliberato a maggioranza (1381 no, 977 sì, cinque astenuti) di non concedere la libertà di scegliere se procedere o meno alla consacrazione delle donne. 

di Riccardo Burigana

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21 settembre 2019

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