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Fede e cultura
per cercare l’impossibile

· Il preposito generale della Compagnia di Gesù Sosa Abascal ·

Roma, 18. «È possibile avere un mondo diverso, che le persone vengano trattate per quello che sono, con più giustizia sociale, anche se tutto, intorno a te, ti spinge a pensare che è un compito difficile, quasi impossibile. Del resto cercare, sperare l’impossibile è proprio del cristiano.

E la Chiesa, per riuscire in tale missione, ha bisogno essenzialmente di due cose, di due gambe: una è il servizio, la fede, l’altra è la conoscenza culturale, la profondità intellettuale, in modo che al pensiero segua la giusta azione». Padre Arturo Sosa Abascal, nuovo preposito generale della Compagnia di Gesù, ha spiegato così questa mattina a Roma — in un’affollata conferenza stampa tenuta nell’aula della congregazione della curia generalizia alla quale è intervenuto anche padre Federico Lombardi — uno degli impegni che caratterizza da sempre l’opera dei gesuiti, ovvero il servizio intellettuale. Servizio quest’ultimo, ha sottolineato rispondendo a una domanda, svolto anche in Cina grazie a una dozzina di gesuiti, provenienti da Europa e Stati Uniti, che insegnano nelle università statali del Paese. «Lavoro, il loro, esclusivamente culturale, non pastorale né spirituale», come è invece quello svolto da altri confratelli a Macao, Hong Kong e Taiwan.

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19 maggio 2019

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