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Fascino
sul Monte Athos

· Fotografie di Stratos Kalafatis ·

Non capita spesso di vedere i monaci del Monte Athos fotografati e ripresi nelle loro attività quotidiane. Questi maestri sorprendenti che insegnano l’arte di vivere il Vangelo hanno avuto fiducia nel paziente lavoro di un uomo che ha fatto loro visita ben 25 volte in cinque anni. 

Stratos Kalafatis  «Due sarti»

Duecento giorni di pellegrinaggi fotografici che Stratos Kalafatis ha compiuto tra il 2008 e il 2013 e che gli hanno permesso di arrivare a una profonda comprensione di questo mondo di fede e di spiritualità raccontato attraverso le 120 immagini che compongono la mostra curata da Afrodite Oikonomidou «Athos, i colori della fede» ospitata all’Accademia di Romania a Roma fino al 22 maggio con un catalogo (edizioni Agras) aperto da una sentita introduzione di Nikos Xydakis, ex ministro della cultura greco. Lo scrive Rossella Fabiani aggiungendo che le foto testimoniano questa esplorazione e conoscenza quinquennale del Monte Athos, dei suoi paesaggi e dei suoi monasteri, ma soprattutto degli uomini che vi abitano.

«Il Monte Athos è difficile da fotografare — spiega Stratos Kalafatis — non tanto perché resiste al carattere laico della fotografia, ma piuttosto perché ha bisogno di tempo per essere svelato. Da più di mille anni rimane nascosto dietro una pittoresca semiologia, un folklore sentimentale, dietro interpretazioni mistiche e rivelazioni miracolose. È un mondo fatto di silenzio e di mistero, un luogo sospeso, in bilico tra passato e presente, tradizione e libertà, forza e debolezza, tra il buio e la luce. E non è semplice superare la sua storia poderosa, la sua religiosità profonda e creare immagini che rispettano il luogo senza ledere l’autonomia creativa del fotografo».

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26 aprile 2019

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