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Fare il prete non è un mestiere

· ​Il prefetto di Propaganda Fide in Guinea Equatoriale ·

«Il sacerdozio non è un mestiere o un ufficio burocratico», ma «uno stile di vita». E i modelli del sacerdote sono due: Cristo, «casto, povero e obbediente», che «ha dato la sua vita al suo gregge», e Maria, che ci insegna l’importanza della «preghiera» e dell’«ascolto». Sono state parole chiare e dirette quelle che il cardinale Fernando Filoni ha rivolto, la mattina di venerdì 19 maggio, al clero e ai religiosi della Guinea Equatoriale riuniti nella capitale Malabo.

Ha avuto inizio, con questo incontro, la seconda visita pastorale del prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli al piccolo paese africano. Si tratta — ha detto il porporato alla presenza, tra gli altri, dell’arcivescovo Juan Nsue Edjang Mayé, del nunzio, l’arcivescovo Piero Pioppo, e del collegio dei vescovi — di una «Chiesa giovane e promettente», in un paese «caratterizzato dal dinamismo e dalla crescita della fede». Ma all’inizio di questa visita — che porterà nuova linfa alla comunità locale con la creazione delle nuove diocesi di Mongomo ed Evinayong e l’ordinazione dei rispettivi vescovi, ai quali si aggiungerà quello di Ebebiyin — il cardinale Filoni ha voluto inizialmente sollevare «alcuni problemi» e tracciare un cammino chiaro, parlando con quella parresìa a più riprese suggerita da Papa Francesco.

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